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FRANCISCO_OROPESA_KILLER DELLA_STRAGE_IN_TEXAS, HA UCCISO 5 PERSONE FRA CUI UN BIMBO DI 5 ANNI

L’America di Biden, catturato il killer della strage in Texas: clandestino come le vittime ed espulso 4 volte (video)

Esteri - di Roberto Frulli - 3 Maggio 2023 - AGGIORNATO 3 Maggio 2023 alle 14:26

E’ finita in un armadio, dove si era nascosto, dopo una gigantesca caccia all’uomo durata un giorno, la fuga di Francisco Oropesa, l’immigrato accusato di aver ucciso cinque persone in Texas, tra le quali un bambino di nove anni.

Oropesa, che è il principale sospettato per la strage, è stato trovato in una casa a poche miglia dall’abitazione di Cleveland, località del Texas, dove sono stati compiuti gli omicidi.

Di nazionalità messicana, Oropesa è stato “sorpreso mentre si nascondeva in un armadio“, ha rivelato ai giornalisti lo sceriffo della Contea di San Jacinto, Greg Capers, durante una conferenza stampa. Il sospetto, ha aggiunto, sarà trattenuto per cinque omicidi con cauzione fissata a 5 milioni di dollari.

Le cinque vittime, come aveva spiegato il governatore del Texas, Greg Abbott, erano “immigrati illegali” dell’Honduras. E Oropesa vicino di casa, anche lui “nel Paese illegalmente”, le ha uccise perché arrabbiato in quanto gli era stato chiesto di smettere di sparare nel suo giardino.

Le polemiche per le affermazioni di Abbott hanno investito anche la polizia di Cleveland, dal momento che i familiari sopravvissuti alla strage – c’erano almeno 16 persone in casa quando Oropeza ha iniziato a sparare – hanno raccontato di aver chiamato il 911 almeno “cinque o sei volte” senza ricevere aiuto.

Entrato illegalmente negli Stati Uniti, Oropesa era già stato espulso dai funzionari dell’immigrazione almeno quattro volte in precedenza. Un prima volta da un giudice dell’Immigration Office nel marzo 2009. Ma è rientrato illegalmente. Ed è stato ancora espulso nel settembre 2009, nel gennaio 2012 e nel luglio 2016. Tuttora non si sa da quanto tempo Oropesa fosse ritornato illegalmente negli Usa.

Il portale del Texas Department Pubblic Safety, che avvisava della taglia da 80mila dollari per la sua cattura, rivela che ha utilizzato almeno sette identità diverse.

Ma, aldilà della cronaca spicciola, in questa vicenda c’è condensato tutto il fallimento dell’amministrazione Biden, sotto qualsiasi profilo.
Il successore di Trump aveva promesso, durante la sua campagna elettorale contro il tycoon, che avrebbe messo mano alla riforma della polizia, dopo il caso Floyd. Ma così non è stato, come si vede in controluce in questa vicenda.

Aveva promesso una svolta sull’immigrazione, ma non lo ha fatto. Anzi, su questo tema ha fatto figuracce epiche cercando, senza riuscirci, di tamponare la situazione senza scontentare l’ala di estrema sinistra che lo sostiene e che è ben rappresentata dalla sua vice, Kamala Harris, figlia di immigrati.
Il risultato è che, appena eletta, la Harris venne spedita da Biden in Guatemala e Messico per dire ai clandestini che si preparavano ad entrare negli Usa di “non venire negli Stati Uniti” perché saranno respinti.
Nei prossimi giorni si vedrà di peggio. Perché un’ondata di immigrati senza precedenti si prepara ad invadere gli Usa, giacché la norma anti-Covid che consentiva di respingerli in nome della Sanità pubblica è agli sgoccioli. E Biden ha già preparato l’esercito ai confini.

Quanto alla questione della eccessiva circolazione delle armi negli Usa – la strage del Texas è accaduta proprio per questo – anche qui Biden ha fallito clamorosamente se in America perfino un clandestino si esercita a sparare nel suo giardino di casa, come se fosse al poligono, contro i suoi vicini, anch’essi clandestini. E nessuno ha nulla da dire.

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di Roberto Frulli - 3 Maggio 2023