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Monza, marocchino recidivo semina il panico: calci e pugni ai poliziotti. “Non mi faccio cacciare”

Monza, marocchino recidivo semina il panico: calci e pugni ai poliziotti. “Non mi faccio cacciare”

Cronaca - di Monica Pucci - 9 Agosto 2023 - AGGIORNATO 9 Agosto 2023 alle 14:48

A Monza è stato arrestato un 28enne di origine marocchina per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, nel pomeriggio del 7 agosto. Dopo essere stato dimesso dal carcere di Monza, avendo scontato la pena di sette anni e 4 mesi di reclusione per reati in materia di stupefacenti, il 7 agosto alle 15.30 è stato accompagnato all’ufficio immigrazione della Questura di Monza per essere portato al Cpr Potenza, dove sarebbe stato accompagnato dagli agenti il mattino seguente per il definitivo allontanamento dal territorio nazionale.

Monza, il marocchino era recidivo per una precedente condanna

Nel 2017 è stato condannato a 4 anni di reclusione per spaccio e ha scontato la pena fino al mese di maggio 2020. Successivamente alla sua scarcerazione è stato emesso nei suoi confronti un provvedimento di espulsione da parte del Prefetto di Nuoro eseguito con l’ordine del Questore di Nuoro di lasciare il territorio nazionale entro sette giorni. Il giovane marocchino, invece, è tornato nuovamente a spacciare all’interno della zona boschiva del parco delle Groane a ridosso della Sp 527 nel comune di Solaro. In seguito all’arresto da parte dei carabinieri di Solaro è stato condannato alla pena di anni 3 e mesi 4 di reclusione con l’interdizione dai pubblici uffici.

Urla e calci contro i poliziotti

Scarcerato nella giornata di lunedì 7 agosto, il questore della provincia di Monza e della Brianza Marco Odorisio ha disposto l’accompagnamento al Cpr di Potenza Palazzo San Gervasio dove sarebbe stato trattenuto per il tempo strettamente necessario al definitivo allontanamento dal territorio nazionale. Verso le ore 19.30 il 28enne marocchino, una volta compreso che sarebbe stato portato il giorno successivo in un centro specializzato ai fini del rimpatrio, ha iniziato a urlare e a riferire ripetutamente che non avrebbe in nessun modo consentito il rimpatrio in Marocco, anche a costo di commettere atti e violenze tali da farlo ritornare immediatamente in carcere. L’uomo ha anche tentato di ingerire un anello che portava al dito della mano destra, ma è stato fermato dai poliziotti.

Per la sicurezza dei poliziotti presenti negli uffici e per garantire la stessa incolumità del soggetto, il giovane è stato fatto accomodare all’interno della saletta dei fermati, così da precludere atti inconsulti o autolesionisti. In un primo momento l’uomo sembrava calmarsi ma all’improvviso dava in escandescenza impedendo l’accesso agli agenti nella stanza, tenendo chiusa la porta e tirando pugni in direzione dei poliziotti, tentando di dar fuoco al materassino in gomma piuma ivi presente, ma senza esito. L’uomo si è anche scagliato violentemente contro gli operatori sferrando diversi pugni e calci.

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di Monica Pucci - 9 Agosto 2023