
Meloni: cerco di fare la cosa giusta e non penso ai sondaggi. I miei nemici? Quelli che tifano contro l’Italia
In una lunga intervista al Giornale, Giorgia Meloni fa un bilancio del primo anno di governo, che sarà anche al centro della manifestazione di FdI a Roma, al teatro Brancaccio.
“Non si può essere vittime del presentismo”
I sondaggi confermano che la fiducia nel governo resta intatta e così il gradimento della premier, anche se Meloni assicura di non credere “nella “Repubblica dei Sondaggi” e non intendo iniziare ora. Perché governare vuole dire, a volte, fare anche scelte impopolari i cui effetti positivi si vedranno nel tempo. Non si può rimanere vittime del “presentismo” e del consenso immediato. Non ho mai avuto paura di perderlo, perché per me è più importante fare la cosa giusta. Il mio obiettivo non è la rielezione, ma sapere che tra quattro anni restituirò agli italiani una nazione migliore di quella che ci è stata consegnata. Saranno gli italiani e il tempo a giudicare il nostro operato”.
I traguardi raggiunti in Europa sul tema immigrazione
La premier rivendica, in particolare, i traguardi raggiunti sul tema dell’immigrazione. E’ vero che gli sbarchi continuano, ma “sull’immigrazione, in questi mesi, siamo riusciti a cambiare le parole d’ordine in Europa. E se fino all’anno scorso si parlava solo di movimenti secondari, quelli all’interno dell’Unione europea, oggi sentiamo parlare di come “difendere i confini esterni” oppure “decidiamo noi chi entra in Europa, non i trafficanti di esseri umani”. Quest’ultime non sono parole mie, ma della presidente della Commissione europea Von der Leyen.
Questo vuole dire avere inciso profondamente sull’idea che l’Europa ha sull’immigrazione, cambiandone radicalmente l’approccio”.
L’Italia è saldamente presente nel Quint
Appena incassata la conferma da Standard and Poor’s per il rating dell’Italia, Meloni afferma di non temere le interferenze dei mercati ma di temere semmai “i racconti fantasiosi che leggo e che non fanno bene all’Italia. Pensi al Pnrr: mentre qualcuno parlava di fallimento, il governo si confrontava senza sosta con la Commissione europea e otteneva dall’Europa il versamento della terza rata e l’ok alle modifiche per la quarta. Mentre c’era chi raccontava di una nuova crisi del debito in Italia e diceva che il nostro governo sarebbe stato un pericolo per la solidità della casa comune europea, l’Italia ha ricoperto una funzione chiave nel favorire la stabilità e la coesione dell’Europa in un momento estremamente complesso, giocando un ruolo da protagonista sia nel sostegno all’Ucraina che nella lotta all’immigrazione clandestina. Ho preso parte a numerosi vertici e incontri internazionali e l’Italia è saldamente presente nel “Quint”, il format transatlantico e occidentale che comprende, oltre a noi, gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia e la Germania. Mi pare che la sfiducia verso l’Italia la veda solo chi ha interesse a raccontarla”.
Le previsioni dei gufi non si sono avverate
«A leggere certa stampa – continua la premier – l’Italia sarebbe finita nelle braccia della Troika se la destra avesse vinto le elezioni. Ma la verità è che siamo al governo da un anno e le previsioni interessate dell’ultima campagna elettorale non si sono avverate. Troppo spesso le mistificazioni hanno più spazio della realtà e sono più desideri di chi le alimenta che fatti concreti. Siamo una coalizione con un sano confronto interno, coesa sugli obiettivi da raggiungere e intenzionata a rispettare il mandato popolare».
Fratelli d’Italia: le tessere sono a quota 280mila
Sul futuro di Fratelli d’Italia ribadisce che «è un partito solido, vivo, fatto di militanti e di una classe dirigente che si dimostra all’altezza delle responsabilità che ha. Siamo un partito in costante crescita, in termini di consenso e di iscritti. Il tesseramento non è ancora chiuso, ma le adesioni sono già a quota 280mila, quasi il doppio rispetto all’anno scorso, e a breve si aprirà la stagione dei congressi locali, un momento fondamentale nella vita di un partito».
“Mi deludono quelli che tifano sempre contro l’Italia”
A deluderla di più, avverte infine, quelli incapaci «di mostrare un po’ di amor di Patria. Quando c’è da scegliere da che parte stare, stanno sempre dalla parte opposta all’Italia. Sempre contro. Spesso si tratta di colleghi dell’opposizione, altre volte di importanti protagonisti della scena pubblica italiana che, come afflitti dalla sindrome di Stoccolma, sono sempre pronti a difendere la causa di chi critica l’Italia dall’estero».