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Ciriani: “Schlein non fugga dal confronto. Sarebbe bello se lei e Meloni cambiassero insieme l’Italia”

Politica - di Federica Parbuoni - 14 Novembre 2023 - AGGIORNATO 15 Novembre 2023 alle 09:56

Il governo è disponibile al confronto e auspica un’opposizione che lo sia a sua volta, nella cornice dei rispettivi ruoli e della consapevolezza che l’onore della decisione spetta all’esecutivo. Dunque, massimo rispetto per il Parlamento e per tutte le forze che lo compongono, mantenendo però la barra dritta sugli impegni assunti con gli italiani. È questo il senso di una lunga intervista rilasciata dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. al quotidiano La Stampa. “Sarebbe bello che due donne, Elly Schlein e Giorgia Meloni, cambiassero l’Italia insieme”, ha detto Ciriani ragionando sulle riforme, ma sottolineando anche che “da una parte c’è una donna coraggiosa e determinata, dall’altra ancora non è chiaro. Spero che Schlein – ha aggiunto – non scappi dal confronto”.

Ciriani e l’auspicio di riforme condivise: “Sarebbe bello se Schlein e Meloni cambiassero insieme l’Italia”

Ribadendo di non temere il referendum sul premierato, il ministro ha chiarito che guardare già all’eventuale voto degli italiani non significa affatto escludere la possibilità di una riforma condivisa. “È vero il contrario. Abbiamo fatto di tutto, comprese delle consultazioni formali. Abbiamo scritto un testo che è il frutto di una mediazione, anche per venire incontro alle richieste degli altri partiti”, ha precisato, ricordando che la stessa proposta del premierato, in luogo del presidenzialismo, indica una volontà di dialogo, poiché accoglie le richieste delle forze parlamentari di “non toccare i poteri del presidente della Repubblica e di non soffocare il Parlamento”. Quello presentato è, dunque, “un testo ragionevole”, sul quale per altro “il Parlamento potrà intervenire, specie su alcuni punti”.

Il governo disponibile al confronto sulle riforme

La stessa norma anti-ribaltone, che tanto ha fatto discutere, per Ciriani è “perfettibile”. “È il punto di incontro tra una visione presidenzialista e la tradizione parlamentare nel nostro Paese”, ha ricordato, spiegando che “nessuno di noi ha nascosto che avremmo preferito il cosiddetto “simul-simul”, ovvero che con la caduta del premier finisce la legislatura. Si può ragionare su questo”. Quanto alla legge elettorale, il ministro ha spiegato di ritenere che “in merito debba intervenire anche il Parlamento”, ma allo stato attuale non c’è stato alcun segnale da parte delle opposizioni, che pure lui “auspica”. “E me lo aspetto specialmente – ha chiarito – da Elly Schlein, che deve misurarsi con la leadership del partito più importante dell’opposizione”.

“Il lavoro è tanto e il tempo spesso è poco”: la consapevolezza dell’esecutivo sull’uso dei decreti

Il ministro, poi, si è detto consapevole di un uso importante dei decreti da parte del governo, chiarendo però che in questo non c’è alcuna volontà di prevaricare il Parlamento, ma la necessità di fare fronte al fatto che “il lavoro è tanto e spesso il tempo è poco”. “L’avvio del governo è stato a razzo e delle volte il lavoro del Parlamento è troppo lento, anche a causa dei regolamenti che, specie alla Camera, andrebbero aggiornati. Siamo in un mondo in cui basta un tweet per cambiare tutto e certi bizantinismi andrebbero superati”, ha chiarito Ciriani, manifestando la comunque la volontà dell’esecutivo di “affrontare la situazione”, a partire dalla limitazione dei “cosiddetti decreti omnibus”.

La manovra “resta così”, ma “piccoli aggiustamenti” sono possibili

Qualche “piccolo aggiustamento” ci potrebbe essere anche sulla manovra, anche se “al momento rimane così”. “L’obiettivo è non stravolgere il testo votato dal Consiglio dei ministri”, ha chiarito Ciriani, spiegando che “l’ambizione è arrivare all’approvazione a metà dicembre e “ribadendo che “non ci può essere un assalto alla diligenza. C’è un mondo che ci guarda, in Italia e all’estero, agenzie di rating e investitori, noi dobbiamo dare certezze”. “Gli interventi che si possono immaginare sono sulle pensioni del pubblico impiego, in particolare dei medici”, ha poi aggiunto.

Il Parlamento sarà coinvolto anche sull’accordo con l’Albania

Alla domanda posta da Francesco Olivo, che firma l’intervista, sul “valore solo simbolico” dell’accordo con l’Albania sui migranti, Ciriani ha chiarito che è “anche pratico. L’idea è limitare le partenze e lottare contro gli scafisti”. E ha spiegato che il Parlamento sarà coinvolto, “pur non essendo necessaria la ratifica, perché rientra in un precedente trattato: il ministro Tajani farà una comunicazione con voto la prossima settimana; aggiungo che Giorgia Meloni parteciperà a due diversi question time al Senato e alla Camera”. E il salario minimo, c’è ancora margine per discuterne? Per discutere c’è sempre margine. Ma la nostra posizione è chiara: la questione dei salari si risolve allargando il contratto collettivo ad altre categorie. Il vero problema è il potere d’acquisto degli stipendi e noi su questo siamo intervenuti, a cominciare – ha ricordato Ciriani – dal taglio del cuneo fiscale e dalle misure per le fasce più basse”.

Gli scioperi? “Salvini fa il suo dovere”

Infine, un passaggio sullo sciopero e sullo scontro tra Salvini e Cgil. “Salvini fa il suo dovere. La Cgil, invece, cerca da mesi pretesti per fare uno sciopero politico preventivo. Io mi chiedo: abbiamo bisogno di uno sciopero adesso? Gli italiani non lo capirebbero. Io credo che cerchino soltanto la scusa per imporre la propria linea all’interno della sinistra. E, purtroppo, ci stanno riuscendo”, ha sottolineato il ministro, che sulla manifestazione di sabato che ha visto insieme Pd e M5S ha sottolineato che “il fatto che Conte sia stato due ore sotto al palco del Pd è poco per dire che siano uniti. È facile stare insieme per dire soltanto No. Quando bisogna passare alle proposte, però, non ne hanno alcuna”.

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di Federica Parbuoni - 14 Novembre 2023