
Terzo mandato, la Lega non ritira gli emendamenti. Balboni: “Divergenze legittime, non è un dramma”
Non si è parlato del terzo mandato dei governatori al vertice del centrodestra sugli enti locali alla Camera, che si è concentrato sul voto nei Comuni. A chiarirlo è stato il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, a margine dell’incontro. Il tema è stato invece affrontato al Senato, nel corso della riunione della maggioranza sugli emendamenti al dl Elezioni, fra i quali appunto quello della Lega per far sì che i presidenti di Regione e i sindaci possano candidarsi per una terza volta.
Lollobrigida sul vertice alla Camera sulle amministrative: “Si è parlato solo di Comuni”
“Abbiamo fatto un’analisi dei Comuni che vanno al voto, con le cose rimaste aperte. C’è stato un passaggio ulteriore rispetto alla fotografia di quelli che erano i candidati potenziali. Alcune cose si sono chiuse definitivamente, altre attendono”, ha spiegato Lollobrigida a margine della riunione alla Camera, alla quale hanno preso parte anche il deputato di FdI Giovanni Donzelli, il capogruppo al Senato di FI Maurizio Gasparri, il capogruppo del Carroccio alla Camera Riccardo Molinari e il ministro leghista Roberto Calderoli . “Se si è parlato di Basilicata (per la quale FI chiede la ricandidatura di Vito Bardi, ndr)?”, hanno chiesto i cronisti. “Non è un Comune”, ha risposto Lollobrigida, spiegando che nella riunione non è stato affrontato nemmeno il tema del terzo mandato dei governatori: “Si è parlato solo di Comuni”.
Il vertice al Senato sugli emendamenti al dl Elezioni
Il tema del terzo mandato è stato invece tra quelli affrontati al Senato nel corso della riunione con il presidente della Commissione Affari costituzionali Alberto Balboni, il ministro per i rapporti con il parlamento Luca Ciriani, il senatore della Lega Paolo Tosato, il senatore Andrea De Priamo e il sottosegretario all’interno Wanda Ferro. “Sul terzo mandato restano diversità di opinioni legittime con la Lega che mantiene i suoi due emendamenti per il terzo mandato al governatore e per i sindaci della grandi città: senza drammi ne abbiamo preso atto”, ha riferito Balboni, ricordando che le divergenze sono giustificate dal fatto che il “tema non faceva parte dell’accordo di programma quando abbiamo presentato la nostra coalizione alle elezioni”. “Il governo si è rimesso alla Commissione”, ha aggiunto l’esponente di FdI, chiarendo che lì “ciascuno sarà libero di esprimere il voto secondo il proprio convincimento”.
Balboni: “Restano le legittime divergenze, le affrontiamo senza strappi”
“Affrontiamo il nodo senza strappi, senza litigi, mantenendo ognuno la propria opinione, ma nel rispetto reciproco perché come è accettabile l’opinione di chi ritiene che siano sufficienti due mandati, è altrettanto accettabile l’opinione di chi dice che devono essere tre”, ha quindi ribadito Balboni, spiegando che “questa è la soluzione che abbiamo adottato a livello parlamentare, se poi a livelli superiori i vertici dei quattro partiti della maggioranza trovassero una sintesi ovviamente questa sarebbe valutata e accettata, nel momento in cui ci verrà comunicata”. “A oggi – ha chiarito – non c’è nessuna comunicazione e a oggi noi facciamo il nostro dovere di legislatori”.
Il governo si rimette alla Commissione, che è pronta al voto
Quanto ai tempi del voto in Commissione sugli emendamenti, che era atteso per giovedì, il presidente della Commissione ha spiegato che “siamo in attesa dei pareri della quinta commissione, che da quello che ho preso proprio alcuni minuti fa non è detto che arrivino entro questa settimana. Per cui se non arrivano i pareri della quinta slittiamo alla prossima. Noi tuttavia siamo già pronti”.