
L’intervista. Anelli (Fnomceo): “È emergenza droga tra i giovani, giusto il piano del governo”
Presidente Anelli, dagli Stati Uniti arriva l’allarme Fentanyl, il governo Meloni ha annunciato un piano straordinario. A che punto è la situazione in Italia?
«Quella negli USA è una vera e propria emergenza Fentanyl, un’”epidemia” che non nasce da ora ma che ha avuto un picco negli ultimi anni. Il Piano del Governo ha come obiettivo la prevenzione dell’uso distorto di questa sostanza. Sostanza che, come medicinale, riveste invece un ruolo importante nella terapia del dolore. Le parole d’ordine sono dunque “prevenzione” e “preparedness”, la capacità di preparazione nel campo delle emergenze in sanità pubblica».
La Germania ha aperto alla legalizzazione della cannabis. Qual è la sua posizione a riguardo come medico?
«Per noi medici non è auspicabile il consumo della cannabis al di fuori delle indicazioni terapeutiche, che sono quelle a scopo antalgico nei pazienti che non rispondono bene agli analgesici. Il consumo improprio, infatti, può creare una serie di problemi e dipendenze, anche se limitate rispetto ad altre sostanze».
Rispetto al passato non ritiene che si sia abbassata la guardia nei confronti della lotta alla droga? Le campagne degli anni ’80 sembrano un ricordo lontano, come se la droga non uccidesse più, non fosse più un’emergenza.
«È cambiata la percezione dell’uso di droga, parallelamente al fatto che sono cambiate le abitudini di consumo e i tipi di droghe di maggior abuso: dall’eroina, diffusa negli anni 70 e 80, si è passati a droghe erroneamente considerate “leggere” o comunque meno pericolose perché assunte con modalità diverse. Abbassare la guardia però è un errore: l’uso di droghe ha sempre effetti collaterali e provoca dipendenza e assuefazione, anche se in grado diverso a seconda della sostanza. Abbiamo dunque apprezzato le campagne di comunicazione messe in campo dal Governo e rivolte ai giovani e giovanissimi: “Tutte le droghe fanno male, scegli le emozioni vere” e “Butta via la droga, non la vita”. In particolare, condividiamo il target individuato: secondo i dati contenuti nella Relazione del 2023 al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia, nel 2022, quasi il 10% degli accessi al pronto soccorso direttamente droga-correlati ha riguardato minorenni e circa il 14% i 18-24enni e si è osservata una generale riduzione dell’età media dei ricoverati».
Capitolo cocaina, secondo lei è una droga che meriterebbe più attenzione e una maggiore allerta sanitaria?
«Sicuramente sì. La cocaina è attualmente una sostanza solo da abuso, non essendo approvati, in Italia, usi terapeutici. I problemi legati all’uso di cocaina sono quelli legati all’assunzione o all’intossicazione e quelli legati alla dipendenza e assuefazione, con relative crisi di astinenza. Non sono ad oggi disponibili farmaci specifici per il trattamento dell’abuso e della dipendenza da cocaina. Oltre agli effetti sul Sistema nervoso centrale, a lungo termine ha effetti sull’apparato cardiovascolare, aumentando il rischio di eventi anche fatali».
Una sua considerazione tecnica sulle droghe sintetiche in generale?
«Le droghe sintetiche, dal punto di vista medico, hanno ulteriori elementi di pericolosità. Intanto, sfuggono facilmente alle rilevazioni: basta modificare di poco la molecola per ottenere sostanze sempre nuove, che non sono classificate come droghe e quindi non sono illegali, non essendo ricomprese nelle tabelle che classificano le sostanze stupefacenti. Sono quindi facili da reperire, facili da assumere, difficili da individuare e sequestrare. Gli effetti possono però essere anche gravi: ansia, irritabilità, aggressività, sino a pensieri di tipo ossessivo e gravi forme di depressione che possono portare al suicidio»
Chi assume droga ha una aspettativa di vita più bassa ed è a rischio su diverse patologie? Se sì, quali? C’è quindi un costo sociale che non viene considerato?
«Sì, il consumo di droghe a fini voluttuari ha sempre effetti collaterali, più o meno gravi, che non vengono compensati da benefici terapeutici. I costi per il Servizio sanitario nazionale sono quelli diretti, dei ricoveri per abuso, e quelli indiretti, per il minor grado di salute che può derivare dall’abuso».
Insomma, presidente Anelli, un tempo si diceva chi fuma, fa male anche a te, digli di smettere. Si può argomentare lo stesso sui consumatori di droga?
«La nostra priorità di medici è la tutela della salute, individuale e collettiva. La questione dell’uso di droghe non è solo un problema sanitario, rappresenta anche un dibattito civile e bioetico. È indubbio che vivere in una società civile porta a delle responsabilità non solo verso sé stessi, ma anche verso la collettività».
Chi è Filippo Anelli
Nato il 15 aprile 1957 a Noicattaro (Bar), Filippo Anelli è presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli Odontoiatri di Bari dal 2012. Guida la Fnomceo, la Federazione nazionale dei medici, dal gennaio 2018.