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Trump condannato per gli scandali sessuali, ma la sentenza potrebbe aiutarlo contro Biden…

Trump condannato per gli scandali sessuali, ma la sentenza potrebbe aiutarlo contro Biden…

Cronaca - di Robert Perdicchi - 31 Maggio 2024 - AGGIORNATO 31 Maggio 2024 alle 17:52

L’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è dichiarato “un prigioniero politico” dopo essere stato riconosciuto colpevole di tutti i 34 capi di imputazione nel processo legato ai 130.000 dollari versati all’attrice porno Stormy Daniels. E poco dopo il verdetto ha lanciato una campagna rivolta ai suoi sostenitori per una raccolta fondi. “Sono stato appena condannato in un processo politico truccato da caccia alle streghe: non ho fatto niente di sbagliato”, ha scritto Trump sul sito web per le donazioni della campagna repubblicana. “So che con voi al mio fianco riconquisteremo la Casa Bianca e renderemo grande l’America!”, aggiunge.

‘Faremo ricorso non appena possibile”, ha intanto dichiarato in una intervista alla Cnn l’avvocato del tycoon, Todd Blanche, sottolineando che il suo assistito è il primo ex presidente degli Stati Uniti a essere condannato per un reato. ”In cuor mio non credo che Trump sia colpevole” e ”credo fermamente che la giuria non avrebbe dovuto ritenerlo colpevole”, ha affermato, sottolineando che ”è più di un anno che diciamo che non saremmo riusciti ad aver un processo equo a Manhattan e le cose si sono svolte esattamente come ci aspettavamo”. ‘‘La giuria è stata molto seria e ha preso in considerazione tutte le prove’‘, ha aggiunto Blanche, spiegando che però ”lo avrebbero dovuto giudicare innocente. I documenti non provano la sua colpevolezza”.

Trump condannato, ma potrà candidarsi

L’ex presidente è stato giudicato colpevole per tutti i 34 capi d’accusa nel processo riguardante i 130.000 dollari versati all’attrice porno Stormy Daniels e la falsificazione di documenti per occultare il pagamento effettuato nel 2016 e destinato a garantire il silenzio sulla relazione tra l’ex presidente degli Stati Uniti e la donna. L’udienza per la sentenza è fissata per l’11 luglio dal giudice Juan Merchan, pochi giorni prima della convention repubblicana che si apre il 15 luglio e che dovrebbe incoronare Trump come candidato alle elezioni di novembre.

I 12 giurati a Manhattan si sono espressi sui 34 capi d’accusa. Alla domanda se avessero giudicato colpevole l’imputato su tutti i capi d’accusa, i giurati hanno risposto “sì” all’unisono. Trump, secondo le news diffuse dai network americani, inizialmente è rimasto impassibile con lo sguardo fisso davanti a sé. Quindi, si è girato verso la giuria mentre i singoli giurati confermavano il verdetto.

Trump è stato giudicato colpevole per reati che prevedono, al massimo, 4 anni di carcere. Il giudice, in realtà, non è tenuto a comminare una pena detentiva nella sentenza che arriverà tra circa 40 giorni. Lo scenario d’altra parte è giudicato improbabile dalla maggior parte degli esperti legali: l’imputato è un ex presidente e, dettaglio non trascurabile, un 77enne senza precedenti penali. Il giudice potrebbe emettere una sentenza con la condizionale o una scarcerazione condizionata. Nel primo caso, Trump avrebbe l’obbligo di sottoporsi a controlli periodici e sottostare alle regole, mentre nel secondo non avrebbe nessuna supervisione. In nessun caso gli sarà preclusa la candidatura alle Presidenziale, anzi, rispetto alla sfida con Biden l’effetto “persecuzione” potrebbe – secondo gli analisti – perfino avvantaggiarlo.

È il primo processo dei quattro in cui Donald è imputato che arriva a sentenza. Difficilmente gli altri – i documenti segreti a Mar a Lago, le interferenze in Georgia e le vicende legate all’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio – arriveranno in aula o a conclusione prima delle elezioni presidenziali del 5 novembre.

 

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di Robert Perdicchi - 31 Maggio 2024