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Hamas ha esposto su un palco le bare con i corpi degli ostaggi

«Teatro del terrore»

L’ignobile show di Hamas per la riconsegna dei corpi degli ostaggi: bare sul palco e foto insanguinate

I resti sarebbero quelli di Shiri Bibas e dei suoi due figli, Ariel e Kfir, e di Oded Lifshitz. La rabbia di Netanyahu: «Ecco con cosa abbiamo a che fare, mostri»

Esteri - di Natalia Delfino - 20 Febbraio 2025 alle 10:18

Le quattro bare esposte su un palco, coperte da drappi neri con le foto degli ostaggi morti; le stesse foto riprodotte in grande e racchiuse in un cerchio di sangue, sotto il volto di Netanyahu rappresentato come un vampiro e la scritta: «Il criminale di guerra Netanyahu e il suo esercito li hanno uccisi con i missili dei caccia». Hamas ha consegnato alla Croce Rossa a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza, bare all’interno delle quali ci sarebbero le salme di Shiri Bibas e dei suoi due figli, Ariel e Kfir, e di Oded Lifshitz. Ed è stato l’ennesimo, orribile «teatro del terrore», come ha commentato un giornalista della tv israeliana, mentre passavano le immagini da Gaza.

Il «teatro del terrore» di Hamas per la riconsegna dei corpi degli ostaggi

Le bare, poi consegnate dalla Croce Rossa alle forze israeliane, sono state posizionate su un palco, con un miliziano che le presidiava mitragliatrice in pugno, davanti a una folla di palestinesi Hamas. Intorno al palco erano radunate decine di persone e miliziani armati e a volto coperto. Il marito di Shiri e padre di Ariel e Kfir, Yarden Bibas, era stato rilasciato il 1 febbraio da Hamas con altri due ostaggi israeliani, Ofer Calderon e Keith Siegel. L’intera famiglia dei Bibas era stata rapita dalla loro casa nel kibbutz di Nir Oz. La famiglia Bibas e in particolare Kfir sono diventati un simbolo e tra le vittime più note dell’assalto, compiuto da Hamas.

Il difficile compito dell’identificazione e della ricostruzione delle cause della morte

L’identificazione delle salme, ha riferito il ministro della Salute israeliano Uriel Buso, potrebbe richiedere del tempo. «Ho visitato l’istituto di medicina legale per vedere i preparativi per il ritorno dei caduti», ha raccontato il ministro, sottolineando la necessità di stabilire, se possibile, la causa della morte, che Hamas imputa a raid israeliani. «I professionisti qui sono stati preparati in modo che l’identificazione possa essere effettuata il più rapidamente possibile», ha aggiunto Buso, spiegando che «il processo può richiedere poco oppure molto tempo, perché non abbiamo informazioni precise sulle condizioni delle persone uccise. Pertanto, dobbiamo essere pazienti. La cosa più importante è arrivare a un’identificazione chiara per poi potergli dare una sepoltura in Israele».

La rabbia di Netanyahu: «Sono mostri»

Israele era preparato ad affrontare «una giornata molto difficile». Ieri ne avevano parlato in questi termini il premier Benjamin Netanyahu, aggiungendo che «qui vediamo con chi abbiamo a che fare, con cosa abbiamo a che fare, mostri», e il presidente Isaac Herzog, che in visita in Italia aveva spiegato che «i prossimi giorni saranno particolarmente strazianti per il nostro popolo».

Sabato atteso il rilascio da parte di Hamas di sei ostaggi vivi

Dal 19 gennaio, quando è iniziata la prima fase della tregua, sono stati rilasciati 19 ostaggi israeliani e più di 1.100 prigionieri palestinesi sono stati liberati dalle carceri israeliane. Per sabato si attende la liberazione di sei ostaggi vivi, confermata in queste ore dall’ufficio di Netanyahu. Al termine della prima fase, a Gaza resterebbero 58 ostaggi, comprese 34 persone che i militari israeliani ritengono siano morte.

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di Natalia Delfino - 20 Febbraio 2025