
Il vicepresidente di Ecr
Fidanza: “L’iniziativa di Macron un fallimento, il decisionismo di Trump non si affronta con la spocchia”
“Il fatto che Macron abbia dovuto convocare in fretta e furia un vertice bis con tutti gli esclusi dal primo incontro la dice lunga sul fallimento dell’operazione”. Lo ha detto l’europarlamentare di FdI Carlo Fidanza, vicepresidente dei Conservatori europei, intervistato da la Stampa.
“La verità è che per soddisfare il proprio ego, Macron ha umiliato le nazioni più esposte alla pressione russa e certificato l’assenza di una posizione europea unitaria. Un assist perfetto proprio per chi sostiene l’inutilità di avere l’Europa al tavolo. Di fronte a questo harakiri la sinistra attacca la Meloni che cercava di evitarlo. Surreale”, sottolinea Fidanza. Secondo l’esponente di FdI “invece di reagire con spocchia al decisionismo di Trump, l’Europa deve riscoprire radici, valori, identità”. Per Fidanza “l’Europa oggi non avrebbe la capacità militare per garantire da sola la sicurezza di lungo periodo dell’Ucraina. Il coinvolgimento degli Stati Uniti è imprescindibile”.
D’altro canto “l’Ue ha speso molto per l’Ucraina e pagato un prezzo alto con le sanzioni alla Russia: merita di stare a quel tavolo”. Fidanza poi avverte: “Trump con i suoi messaggi corrosivi in poche settimane ha ottenuto ciò che voleva, dal Messico alla Groenlandia, dal Canada a Panama. Ora pretende, a ragione, un maggiore impegno degli europei sulla nostra sicurezza. Invece di frignare, andiamo avanti spediti su una politica industriale della difesa e sullo scorporo degli investimenti”.
Fidanza sul discorso di Draghi: no all’Europa come unico Stato
Il vice presidente dei Conservatori europei ed esponente di Fratelli d’Italia commenta anche il discorso di Mario Draghi. “Oltre al debito comune, che come sempre troverà l’ostilitá dei frugali, – osserva Fidanza – occorre rilanciare gli investimenti privati. E soprattutto disboscare quella miriade di norme cervellotiche, a partire da molta parte del Green Deal, che stanno penalizzando la capacità di competere delle imprese europee. Ci aspettiamo molto dal pacchetto sulle semplificazioni, dalle proposte in campo agricolo, dal Clean industrial deal. Di burocrazia e immobilismo si muore”.
Fidanza non condivide inoltre la tesi di Draghi sulla necessità che l’Europa debba agire come un unico Stato: “Il mantra della continua cessione di sovranità non mi convince. Ci sono molti aspetti della nostra quotidianità che possono essere regolati meglio a livello nazionale; di contro servono una visione comune e un’azione condivisa sulle grandi questioni geopolitiche. Finora è stato quasi sempre il contrario e i risultati sono sotto gli occhi di tutti”.