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Presidenziali
I giudici romeni incriminano il candidato della destra Georgescu. L’ira di Musk: “Arrestano chi prende più voti”
L’esponente dell’estrema destra romena, Calin Georgescu, che aveva vinto a sorpresa lo scorso novembre il primo turno delle elezioni presidenziali, poi annullate dalla Corte costituzionale, e che è favorito alle nuove presidenziali previste per il 4 maggio, nella mattinata di oggi è stato fermato nel traffico e condotto in procura per essere interrogato dai giudici. Le accuse mosse a Georgescu e ai suoi collaboratori sono quelle di “azioni contro l’ordine costituzionale e falso nelle dichiarazioni riguardanti il finanziamento della campagna elettorale”. La polizia ha effettuato numerose perquisizioni a Bucarest.
“Hanno appena arrestato la persona che ha vinto il maggior numero di voti alle elezioni presidenziali rumene. Questo è assurdo”. Anche Elon Musk è intervenuto con un post sulla sua piattaforma X in difesa di Calin Georgescu. Già in occasione dell’annullamento del voto rumeno dello scorso autunno – che aveva visto trionfare proprio Georgescu al primo turno -, Musk aveva etichettato il giudice che aveva emesso la sentenza come “tiranno”.
Sulla vicenda si era espresso anche il vicepresidente Usa JD Vance, affermando che il provvedimento testimoniasse che la “Romania non condivide i valori americani”. Georgescu – che più volte ha elogiato sia Vladimir Putin che Donald Trump – è indagato per presunti finanziamenti esteri, ma anche per la promozione di simboli nazisti, razzisti o xenofobi.
Georgescu: fanno di tutto per bloccare la mia candidatura
Georgescu, ha dichiarato su Facebook che le autorità “stanno cercando di inventare prove per giustificare il furto delle elezioni e per fare qualsiasi cosa per bloccare la mia nuova candidatura alla presidenza”. Lo ha scritto dopo essere stato fermato dalla polizia per essere interrogato. Georgescu ha invitato i sostenitori a partecipare a una protesta in programma sabato a Bucarest. Centinaia di sostenitori si sono radunati davanti all’ufficio del procuratore, sventolando la bandiera della Romania e scandendo: ‘Georgescu libero!’ e ‘Georgescu presidente!’. La Corte Costituzionale ha fatto una mossa senza precedenti per annullare le elezioni due giorni prima del ballottaggio dell’8 dicembre, dopo la vittoria a sorpresa di Georgescu al primo turno. Georgescu aveva ottenuto sondaggi a una sola cifra e aveva dichiarato di non aver speso nulla per la campagna elettorale.
Effettuate 47 perquisizioni
In queste ore sono state condotte 47 perquisizioni in cinque contee della Romania. Lo hanno riferito da alcuni collaboratori di Georgescu coinvolti nell’operazione. I procuratori rumeni hanno affermato che le accuse contro di loro includono “false dichiarazioni sulle fonti di finanziamento” di una campagna elettorale, possesso illegale di armi e avvio o creazione di un’organizzazione “a carattere fascista, razzista o xenofobo”. Il primo ministro rumeno Marcel Ciolacu ha commentato in un post su X: “La magistratura è indipendente e la legge deve essere applicata indipendentemente dalle persone”.
La nota all’Europarlamento della Lega
“Prima – scrive su X la delegazione all’Eurocamera della Lega – l’annullamento delle elezioni perché il risultato non era gradito a Bruxelles. Ora l’arresto di Georgescu, candidato favorito per la presidenza. Quanto sta avvenendo in Romania, Stato membro dell’Ue, è estremamente preoccupante”.