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Terroristi barconi

Non solo Monaco

Tutti i terroristi arrivati in Italia sui barconi. I casi che smentiscono la narrazione della sinistra

Politica - di Gabriele Alberti - 15 Febbraio 2025 alle 15:52

L’ultimo in ordine di tempo è l’afghano che giovedì a Monaco di Baviera s’è lanciato in auto contro la folla e ha ferito trentasei persone:  un bambino e la mamma rischiano la vita. Era  sbarcato con un barcone in Calabria a novembre 2016. Poi era andato  a inizio 2017, quindi arrivato in Germania. Un minore non accaompagnato. Le circostan  non sono isolate: i terroristi che hanno hanno fatto tappa in Italia sbarcando sulle nostre coste sono tanti nonostante la sinistra pro-accoglienza a qualsiasi costo si sia sbracciata sempre nel sostenere il contrario. «I terroristi non arrivano con quei barconi che rischiano il naufragio lungo le nostre coste».

Attentatori arrivati sui barconi: lunga scia di sangue

Correva l’anno 2015 quando Paolo Gentiloni, allora ministro degli Esteri del governo Renzi, sentenziava, seguito da tutta la sinistra a più riprese in verie epoca fino a tempi recenti. Peccato che la cronaca si sia presa la briga di smentirli in una scia di sangue che tutti ricordiamo. Era il 29 ottobre del 2020 quando il tunisino Brahim Aoussaoui a Notre-Dame ha ucciso tre persone decapitandone una. Lo ricorda Libero che fa una tragica cronistoria, producendo  dati e circostanze drammatiche che attestano che le traversate sui barconi si sono rivelate il tramite di stranieri pronti a seminare terrore. Ebbene, il tunisino di Notre Dame era approdato a Lampedusa il 20 settembre: un mese prima dell’attacco.

Per il Pd i terroristi non arrivavano via mare…

Siamo nel 2016 e ancora Lampedusa è l’isola siciliana dove sbarcò il giovane Anis Amri, autore della strage ai mercatini di Natale di Berlino. Una volta sceso si dichiarò minorenne, fu  trasferito in un centro-migranti, poi si dette alla macchia. Era il 19 dicembre del 2016 quando la strage causò 12 morti e 56 feriti.  Durò quattro giorni la sua latitanza. L’attentatore, fuggito dalla Germania, arrivò in treno in Italia attraverso la Francia. Alle porte di Milano, il 23 dicembre, finì nella rete dei controlli attuati dalla polizia italiana. Nello scontro a fuoco con 2 agenti fu ucciso.

A smentire la narrazione della sinistra che sminuiva il pericolo terrorismo via mare e via Italia, arriva ill 2016 che è stato l’annus horribilis. A dicembre scesero da un barcone a Messina i gambiani Sillah Ousman e Alagie Touray: un anno e mezzo dopo vennero arrestati a Napoli. Il motivo? Avevano partecipato a un addestramento militare in Libia finalizzato alla formazione di kamikaze dell’Isis. Ancora: Brahim Aouissaoui, il terrorista di Nizza, arrivò in Francia dopo essere sbarcato a Lampedusa. Stesso copione per un secondo tunisino, Marouan Elkroumi: era stato espulso dall’Italia dopo essere approdato su un barcone a Lampedusa per legami evidenti con cellule terroristiche.

Attentatori sbarcati in Italia

Il 27 aprile 2023 è un’altra data da cerchiare di rosso. La procura di Messina fermò un  18enne siriano: Al Asmi Sef Aldin, sbarcato l’11 marzo. Sul suo cellulare eran o presenti video inneggianti al jihad. Pochi mesi dopo, a ottobre, la tragedia a Bruxelles: Abdeslam Lassoude, 45 anni, tunisino, uccise  due svedesi. Stesso “curriculum”:  era sbarcato a Lampedusa, nel 2011. E ancora, indietro nel tempo – dicembre 2018-  a Bari venne arrestato il somalo Mohsin Omar Ibrahim: anche lui armato di “buono propositi”: stava progettando di far saltare in aria alcune chiese durante il Natale. “Era sbarcato due anni prima in Sicilia, poi era andato a Forlì, dove ottenne  il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Tornò a Bari  dove occupò abusivamente uno stabile vicino alla stazione. Con lui altri immigrati”, conclude il quotidiano di Sechi. .

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di Gabriele Alberti - 15 Febbraio 2025