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Zelensky terre rare

Accordo raggiunto

Zelensky avvisa: Intesa raggiunta sulle terre rare, ma senza garanzie non si firma. Venerdì sarà a Washington

L'Ucraina e gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo per lo sfruttamento delle ricchezze minerarie dell'Est, ma per Zelensky non basta: vuole garanzie di sicurezza da Washington. Venerdì l'incontro e la firma finale. Bruxelles non riceve l'invito

Esteri - di Ginevra Lai - 26 Febbraio 2025 alle 19:17

L’accordo tra Stati Uniti e Ucraina per lo sfruttamento delle terre rare è stato raggiunto. «Un inizio», lo definisce il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, facendo tuttavia notare come l’intesa sia ancora una cornice aperta, pronta a definirsi nei prossimi incontri con Donald Trump. «Può essere un grande successo o semplicemente scomparire», avverte il leader ucraino, lasciando intendere che il futuro del patto dipenderà dall’atteggiamento di Washington. The Donald lo rassicura: «Firmeremo venerdì».

Zelensky: “Voglio garanzie di sicurezza per l’Ucraina”

L’accordo prevede la creazione di un fondo congiunto, con il 50% delle entrate derivanti dallo sfruttamento delle risorse minerarie ucraine destinato a finanziare la ricostruzione del Paese. Ma ciò che preme a Kiev non è solo l’aspetto economico: «Voglio una frase sulle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, è importante che ci sia», ribadisce Zelensky, lasciando intendere che senza una solida protezione da parte dell’alleato, qualsiasi accordo su risorse così strategiche potrebbe rivelarsi fragile.

Anche il premier ucraino, Denys Shmyhal, lo sottolinea, oltre a essere strategicamente rilevante per la ripresa economica e la ricostruzione del Paese, è legato a doppio filo con la certezza di tutela: «Né il presidente né il governo lo considereranno separatamente dalle garanzie di sicurezza per l’Ucraina».

Un accordo senza debiti, ma con molte incognite

Il presidente ucraino inoltre tiene a precisare che l’intesa non comporta alcun debito per Kiev: «L’accordo non include 500 miliardi di dollari di debito, né 350 miliardi, né 100 miliardi. Sarebbe ingiusto nei nostri confronti». Una puntualizzazione non da poco, se si considera che in passato erano circolate voci su richieste esorbitanti da parte degli Stati Uniti per garantire il sostegno finanziario.

Perché tutti vogliono le terre rare

Le terre rare non sono solo una questione economica, ma un pilastro della strategia industriale e militare del XXI secolo. Dagli armamenti alle tecnologie rinnovabili, questi minerali sono il carburante dell’innovazione globale. Gli Stati Uniti mirano a ridurre la dipendenza dalla Cina, che ha recentemente imposto restrizioni all’export di alcune di queste, e l’Ucraina potrebbe diventare un tassello chiave di questo scacchiere.

Zelensky volerà a Washington venerdì. Trump: “È confermato”…

Il presidente ucraino ha dichiarato di voler volare a Washington venerdì per discutere direttamente con Trump. «Mi piacerebbe molto fare questa visita», fa sapere la guida del popolo ucraino. E nonostante le smentite della stampa avversa, il potus accoglie con piacere la notizia: «Zelensky verrà venerdì. È confermato e firmeremo l’accordo».

«Stiamo lavorando per fare il meglio possibile, per avere il miglior accordo possibile per tutte e due le parti. Per l’Ucraina cercheremo un buon accordo, così che possa riavere più terra possibile», garantisce Trump. «Siamo stati in grado di fare un accordo in cui riavremo i nostri soldi e otterremo molti soldi in futuro, e penso che questo sia giusto», conclude.

… Ma Bruxells non è invitata

Ma se la tavola è apparecchiata, l’élite di Bruxelles non è invitata. Anzi, la porta le viene sbattuta in faccia. L’Alta rappresentante dell’Ue, Kaja Kallas, si era recata a Washington per un incontro con il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ma l’appuntamento è stato cancellato all’ultimo momento per «problemi di agenda»

Nel frattempo, in Europa si discute sulla possibile confisca dei fondi russi congelati, circa 200 miliardi di euro, come leva negoziale contro il Cremlino. Ma il blocco è spaccato: mentre i Paesi baltici e la Polonia spingono per un sequestro immediato a favore dell’Ucraina, Germania, Francia e Italia temono che una simile mossa possa spaventare gli investitori internazionali e precludere margini di negoziazione con Mosca.

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di Ginevra Lai - 26 Febbraio 2025