
Gli intoccabili
Askatasuna, basta impunità. Il ministro Zangrillo: “Va chiuso subito, ma quale centro culturale…”
Fermare l’impunità del centro sociale Askatasuna, decennale palestra di violenza dell’estrema sinistra, zona franca sotto il controllo di autonomi e antagonisti coccolati dall’amministrazione comunale guidata dal dem Lo Russo. Che smania per ‘sanare’ il contenzioso per l’occupazione abusiva dello stabile che dura da decenni. Il governo e Fratelli d’Italia ribadiscono la necessità di cambiare rotta. Chiudere il centro sociale campione di violenza e sequestrare l’edificio da cui partono quotidiane provocazioni alle forze dell’ordine e aggressioni in un clima di tolleranza ‘inaccettabile’. Askatasuna si distingue nel panorama dell’antagonismo per l’estrema violenza dei militanti, alcuni dei quali sono attualmente a processo anche per associazione a delinquere.
Askatasuna, FdI: basta impunità, lo stabile va sequestrato
“Le forze dell’ordine sono le uniche che possono garantire l’ordine tramite la forza. Ma se ogni volta che accade passano sul banco degli imputati è perché, quando fanno il proprio dovere, c’è qualcuno che li macchia di una presunzione di colpevolezza. Noi stiamo invertendo questa situazione inaccettabile e il ddl sicurezza è un passaggio decisivo in tal senso”. Così Augusta Montaruli, vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera e relatrice del provvedimento, nel corso del convegno organizzato dal Sap (Sindacato autonomo di Polizia) a Torino. “Con questo provvedimento il governo ribadisce da che parte sta. Cioè da quella degli agenti e non di chi ancora oggi chiede il numero identificativo sulle loro divise. Voglio dirlo da Torino, la città che a causa dell’amministrazione Lo Russo, a traino Pd, sta sanando il centro sociale Askatasuna”.
Zangrillo: il centro sociale deve essere chiuso subito
“Askatasuna deve essere chiusa subito”. Parole chiarissime quelle del ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, intervenuto all’evento promosso dal Sap. “È un punto chiaro sul quale io mi impegnerò personalmente. Non possiamo considerarlo un centro culturale e chi lo spaccia per tale non rispetta noi cittadini. Non rispetta il vostro lavoro e le persone che voi rappresentate – ha detto il ministro ai poliziotti in sala -, ma soprattutto non rispetta l’ordine democratico. L’impegno del governo sarà quello di creare le condizioni affinché queste situazioni vengano risolte. Non possiamo pensare a una città importante come Torino come al centro dell’antagonismo”.
Convegno del Sap a Torino sul ddl sicurezza
Tema dell’incontro le “garanzie funzionali e giuridiche per gli operatori delle forze dell’ordine” nel ddl Sicurezza approvato a settembre alla Camera e ora in attesa del passaggio in Senato. Tra le misure previste c’è anche l’introduzione del reato di “occupazione arbitraria”, punita con reclusione da due a sette anni. “Il punto è la pericolosità dell’occupazione. E la pericolosità ancora più evidente di una parte delle istituzioni. Che accetta che quel luogo sia un premio nei confronti di persone conosciute agli agenti e agli esperti di sicurezza come pericolose”, ha detto Montaruli, facendo scattare l’applauso della sala.
Montaruli: Torino non merita questo
La parlamentare di FdI ricorda che proprio gli occupanti di Askatasuna, a provvedimento avviato, anziché dare prova di pentimento hanno reiterato condotte violente, minacciose e provocatorie. “Non accetterò mai che questa città diventi il laboratorio dell’accondiscendenza a chi si pone contro lo Stato. Per questo continuiamo a batterci e a lavorare in Parlamento per l’approvazione del disegno di legge governativo, e in città perché si arrivi al sequestro dello stabile”. Sconcertante la decisione del Comune di Torino di rinnovare per 5 anni il patto di collaborazione con “un gruppo spontaneo di cittadini” che si sono impegnati a ristrutturare e prendere in carico l’immobile di corso Regina 47, occupato illegalmente ormai da tantissimi anni, dagli antagonisti. Il progetto di co-progettazione è cominciato a gennaio 2024 anche per dare una legittimazione al centro sociale. Finora gli autonomi continuano da ‘intoccabili’ a fare il buono e il cattivo tempo. Alcuni giorni fa il magistrato Lucia Musti, è stata minacciata gravemente dai bravi ragazzi del centro sociale, colpevole di avere “sollecitato la condanna dei militanti di Askatasuna e del movimento No Tav» imputati a Torino nel maxi-processo.