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Calenda irride il Pd: “Non si può andare avanti con una sfiducia al mese. Da 30 anni non ne passa una…”

Il caso Nordio

Calenda irride il Pd: “Non si può andare avanti con una sfiducia al mese. Da 30 anni non ne passa una…”

Politica - di Angelica Orlandi - 27 Marzo 2025 alle 12:05

Carlo Calenda irride la sinistra e le sue mozioni di sfiducia che ad intervalli regolari non approdano a nulla. Mercoledì stesso copione con il minsitro Nordio. Su, siamo seri…Intervistato dal Corriere della Sera, il leader di Azione spiega infatti perché il suo partito non ha appoggiato la mozione di sfiducia a Nordio. “Ma perché sono trent’anni che non passa una mozione di sfiducia dell’opposizione, quindi il risultato di questa brillante operazione – dice sarcasticamente-  è stato che il Parlamento ha riconfermato la fiducia a Nordio. Non possiamo andare avanti con una mozione di sfiducia al mese. Adesso sarà la volta della ministra Calderone, tutte con lo stesso esito. Mentre il mondo viene giù noi dobbiamo riportare la politica su un tracciato di serietà e concretezza senza le quali non si costruisce un’alternativa”.

Sabato pomeriggio il premier Meloni sarà al congresso di Azione. Un mossa a sopresa, il premier per la prima volta sarà presente a una manifestazione di un partito di opposizione. L’unica ecccezione fu per la visita alla Cgil di Landini ad inizio legislatura. «Sono contento che stavolta ci sia perché così avremo modo di confrontarci su difesa, economia ed Europa- dice Calenda-: i tre temi principali delle assise, ascoltando il suo pensiero. Siamo in un momento decisivo della storia dell’Europa. Di questo vogliamo discutere. Poco ci interessa la polemica politica quotidiana».

“Non mi ha stupito che Giorgia Meloni intervenga al congresso di Azione- spiega ancora Calenda- . Anche all’ultimo congresso abbiamo avuto lo stesso formato: un confronto con il governo ed esponenti del Partito Democratico. C’erano Nordio, Mantovano e Casellati, mentre la premier non era potuta venire per ragioni di agenda. Sono contento che stavolta ci sia”. Non ci sarà, invece, Elly Schlein: “L’ho invitata, ho insistito, ma non può venire”, taglia corto.

Ma che, poco a poco si è spostato a destra? E’ la domanda provocatoria. «Azione rimane dove è sempre stata, cioè al centro. E porta avanti una politica del confronto sui temi con la maggioranza così come con le altre opposizioni. Una politica lontana dagli attacchi personali o dall’incitamento all’odio reciproco». Ricordiamo la distanza di Azione dalle politiche del centrosinsitra. Prensiamo la scampagnata a Ventotene. “La retorica in Italia serve spesso a fuggire dalle responsabilità”, scrise su X la settimana scorsa, commentando l’articolo de “Il Corriere della Sera” dal titolo: “Opposizioni, trasferta a Ventotene, ma Conte e Calenda non ci saranno”, dove il Pd è restato clamorosamente isolato.  Calenda commentò:  “oggi l’atto più europeista che si può compiere è costruire una Nato europea. Per farlo occorre anche spendere più in difesa. Questo è il crinale dell’Europeismo. Rileggere De Gasperi insieme a Spinelli”. Poi ha irriso clamorosamente la “genialata” di Franceschini sul cognome della mamma: “Altre priorità ne abbiamo”? Insomma, una cosa è certa, che dal campo largo ormai Calenda si è chiamato fuori.

 

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di Angelica Orlandi - 27 Marzo 2025