
Il dossier Cgia
Imprese al verde per colpa delle eco-tasse: una gabella da 21 miliardi l’anno
Tra gli effetti nefasti delle eco-tasse contribuiscono sicuramente a lasciare al verde alcune imprese. È quanto scrive l’Ufficio Studi della Cgia in un report. Lo Anche se il governo è riuscito a mettere una ‘toppa’ all’ultimo momento, dall’inizio del prossimo anno tutte le imprese private dovranno aver stipulato la polizza catastrofale, sebbene ogni anno queste realtà paghino allo Stato e alle sue articolazioni periferiche ben 21 miliardi di euro di imposte ambientali. Ancorché la destinazione d’uso di queste risorse non sia vincolata, una parte di questi soldi potrebbe essere utilizzata per la pulizia dell’alveo dei fiumi, per la manutenzione degli argini e delle rive, per la realizzazione dei bacini di laminazione e/o le casse di espansione. Interventi che dovrebbero prevenire/mitigare molti eventi calamitosi che non siamo in grado evitare. In realtà queste opere non si fanno più da almeno qualche decennio, oppure vengono realizzate solo dopo che il disastro si è verificato.
Le tasse imposte dalle normative green: il conto della Cgia
In buona sostanza, al netto della confusione e dell’incertezze introdotte dal regolamento attuativo pubblicato in Gazzetta Ufficiale verso la fine di febbraio, tra qualche mese le imprese si troveranno a pagare due volte la protezione ambientale: una con le imposte allo Stato centrale e agli enti locali; un’altra sottoscrivendo una polizza con le compagnie assicurative private. Una delle motivazioni che sta a monte dell’introduzione di questa misura è legata ai ritardi biblici dei rimborsi statali. È vero: spesso questi ultimi vengono erogati quando le attività colpite hanno già chiuso definitivamente perché piegate dai danni subiti.
Con l’intervento delle assicurazioni, invece, gli aiuti dovrebbero arrivare nel giro di poche settimane, permettendo così alle aziende danneggiate di riprendere rapidamente le loro operazioni. Questa tesi è sicuramente condivisibile ma dovrebbe essere accompagnata da una corrispondente riduzione delle tasse ambientali, altrimenti le aziende saranno costrette a sostenere un doppio onere. Temiamo, scrive invece la CGIA, che le imposte ambientali siano destinate ad aumentare, specialmente quelle degli enti locali che negli ultimi 2/3 anni hanno sono tornate a crescere per mantenere i bilanci in equilibrio.
Più colpiti dalle eco-tasse energivori, trasporti e manufatturiero
Infine, scrive ancora l’associazione mestrina, è necessario riflettere su un altro aspetto. Negli ultimi 25 anni abbiamo assistito