
Il punto del presidente
Mattarella: “Dazi immotivati, ma servono calma e determinazione. L’Ue ha bisogno di aggiornarsi”
La Politica agricola comune “ha avuto grandi risultati, successi importanti. Abbiamo visto una crescita costante dell’agricoltura in Europa, per l’Italia il bilancio è altamente positivo, per i mercati in cui siamo entrati, per la qualità dei prodotti che inviamo, per le filiere agroalimentari che sono diventate produttrici di eccellenze mondiali. Siamo il primo Paese dell’Unione come prodotti tutelati. L’agricoltura rimane nevralgica nell’Unione” che “la garantisce, lo ha fatto in questi decenni, e quella italiana è protagonista”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rispondendo ad alcune domande degli studenti durante l’inaugurazione di ‘Agricoltura è’, organizzato in occasione dell’anniversario dei Trattati di Roma.
Nell’Unione europea si sono raggiunti “traguardi inimmaginabili di sviluppo e benessere, impensabili nel ’57, così come sicurezza sociale, previdenza, scuola e sanità aperta a tutti”, progressi che “l’integrazione ha agevolato e che vanno costantemente monitorati”, ha ricordato il capo dello Stato sottolineando che l’integrazione europea “non è perfetta, contiene errori, contraddizioni, lacune da colmare, per esempio ha bisogno di processi decisionali più veloci, i problemi di oggi sono globali e richiedono risposte tempestive, l’Europa ha bisogno di aggiornarsi”.
Sui dazi annunciati dagli Usa, “bisogna essere sereni senza alimentare un eccesso di preoccupazione – precisa Mattarella – perché l’Ue, di cui facciamo saldamente parte, ha la dimensione, la consistenza, la forza per interloquire in maniera autorevole con calma ma con determinazione per contrastare scelte di chiusura dei mercati e di applicazione di dazi così immotivati e così generali”. Già sabato scorso aveva lanciato l’allarme parlando di “nuove nubi” che “sembrano addensarsi all’orizzonte portatrici di protezionismi immotivati”.
“Senza l’euro Italia travolta dai terremoti finanziari”
“Il nostro apparato produttivo – prosegue Mattarella – è strettamente interconnesso, integrato, con gli apparati produttivi di altri grandi Paesi d’Europa. Questo fa dell’Europa un soggetto forte, autorevole sul piano economico. La scelta è interloquire con autorevolezza, con calma ma anche con determinazione perché si mantenga l’apertura dei mercati che è anche una garanzia di buona vita internazionale”.
Difesa Ue: Mattarella ricorda il peccato originale francese
Senza l’euro, sottolinea il presidente della Repubblica, “i risparmi dei cittadini europei sarebbero stati travolti dalle crisi finanziarie drammatiche dell’inizio di questo millennio, terremoti finanziari che hanno travolto condizioni economico-finanziarie in tutto il mondo, ma l’Europa ha resistito per la moneta comune che è stato un riparo”.
Dopo la firma dei Trattati di Roma, ricorda ancora il capo dello Stato “ci si mise a lavoro per una Comunità di difesa dell’Europa con un Trattato che metteva insieme i sei Paesi per la difesa comune dell’Europa”. “I governi firmarono quel Trattato, ma alla fine il Parlamento francese non lo accolse e quel tentativo sfumò: ne paghiamo ancora le conseguenze”.