
"Ho letto cose bizzarre"
Meloni al congresso di Azione: “Non sono qui per sostituire i miei alleati. Faccio del confronto la mia cifra, si chiama democrazia” (video)
Non sono qui per allargare la maggioranza. Giorgia Meloni è serena, sempre disponibile al confronto, divertita, ironica al Life Hotel di Roma, ospite d’onore nella prima giornata congressuale di Azione: «Abbiamo fatto un po’ discutere con questa presenza, ho letto cose divertenti, bizzarre», che «vengo qui per dare segnali agli alleati che sarei pronta a sostituirli»; o «la teoria secondo la quale volevo concedermi una scorribanda tra i moderati. Ma ora devo dire che dopo l’intervento di Carlo Calenda porterò io un po’ di moderazione». Giorgia Meloni esordisce col botto nel suo intervento al congresso di Azione al Life hotel di Roma. Distinguendo sottilmente un vizio della politica che non le appartiene: «In Italia si passa direttamente dalla criminalizzazione dell’avversario a fare un governo insieme». Il che «non è mai stata la mia cifra». Una precisazione resasi necessaria dopo che in settimana l’invito e la presenza del premier sono stati letti dai retroscenisti come una reciproca “intelligenza col nemico”. Non sarà un segnale che, scava scava, l’ex dem sta virando verso “il nemico”? Calenda aveva sgomberato il campo da interpretazioni maliziose venerdì ai microfoni di Radio 24. Giorgia Meloni lo ha fatto dal palco sabato entando in medias res di un intervento molto atteso.
Meloni, l’affondo contro Schlein e Conte
Meloni, ha preso di mira i due principali leader dell’opposizione, i “pacifinti”: “Sento leader in Italia che invocano la rottura con gli Stati Uniti. Schlein dice che non possono essere nostri alleati. E ci sono altri leader che al contempo sostengono la linea che l’Europa non debba spendere risorse per la propria sicurezza”. Quindi l’affondo: “Non capisco: la proposta è rompere ogni forma di alleanza con gli Usa, ma chiedere loro di difendere e occuparsi della nostra sicurezza lo stesso o – si è chiesta Meloni – la proposta è che l’Europa diventi una grande comunità hippie demilitarizzata che spera nella buona fede delle altre potenze straniere?”. Delle due, l’una, “dobbiamo ragionare in maniera seria”. Secondo Meloni, dunque, le spese in difesa e sicurezza “sono il prezzo della libertà: “se chiedi a qualcuno di garantire la tua difesa devi sapere che quel qualcuno non lo farà gratis”. Il premier ha poi attaccato Conte: “Chi crede davvero in qualcosa non ribalta – ha osservato Meloni- le sue posizioni per il fatto che si trova al governo o all’opposizione. Come fa chi, quando era al governo sottoscrive l’impegno del 2% per le spese della difesa nella Nato. E quando è all’opposizione scende in piazza per manifestare contro chi cerca di mantenere quell’impegno sottoscritto dall’Italia”. Applauditissima.
“Ho fatto del confronto la mia cifra”
«La ragione vera perché sono qui è molto più banale e profonda – scandisce poi Meloni- perché vengo da una storia politica di una comunità che ha fatto del confronto con le idee anche più distanti la sua cifra senza che il confronto potesse mai mettere in discussione l’identità. La politica in democrazia si fonda su questo». E poi ha toccato tutti i punti nodali: dall’intervista a Ursula von der Leyen sul Corriere, alla difesa dell’Occidente, dell’Europa, i dazi di Trump: «Voglio ringraziare Ursula von der Leyen, che oggi in una intervista non fa che ribadire questa posizione» di «difendere l’unità dell’Occidente». La commissaria europea si è espressa esplicitamente sull’utilità del feelinga di Meloni con gli Stati Uniti, smentendo le isterie della sinistra. Di qui il discorso vira per direttissima sulle parole che la premier stessa ha detto al Financial Times: «Sono rimasta stupita per l’interpretazione data alla mia intervista. Sto sempre con l’Italia, che sta in Europa e bisogna «lavorare per rafforzare e difendere l’unità dell’Occidente. Penso che sia nella responsabilità dell’Italia difendere questa unità».
“Dazi, sarebbe sbagliato agire d’impulso”
“Qualcuno ha detto ‘è scandaloso’, che voglio stare con Trump- dice stigmatizzando gli attacchi della sinistra- . Non so cosa abbiano letto ma io ho detto una cosa diversa: che sto sempre con l’Italia, che sta con l’Europa; e che il ruolo dell’Italia deve essere quello di lavorare per rafforzare e difendere l’unità dell’Occidente, un bene molto prezioso”, ribadisce Meloni alla platea di Azione. E ha aggiunto: «Certo che ci sono temi forti e divisivi, divergenze a partire dai dazi. Ma non si deve agire per impulso, cercando ogni punto di equilibrio».