
Lo sconto sull'Iva
Ostriche avvelenate per la sinistra al caviale. Anche le “coop rosse” sostengono la proposta Lollobrigida
“Per il ministro Lollobrigida le ostriche dovrebbero avere l’Iva al 10% quindi sono beni essenziali mentre assorbenti, latte in polvere e pannolini sono beni di lusso dato che il governo Meloni ha aumentato l’Iva proprio per questi prodotti dal 5% al 10%. Davvero complimenti”, scrive su X Nicola Fratoianni di Avs, l’ultimo della seria che a sinistra ironizza e attacca la proposta del titolare dell’Agricoltura di abbassare l’imposta sul valore aggiunto al prodotto ittico, “aggredito” dal granchio blu e non più, ormai, un bene alimentare di lusso. Un boomerang, quegli attacchi della sinistra, considerando che proprio da quel settore politico, in passato, erano arrivate proposte identiche a quella di Lollobrigida.
Le associazioni di categorie stanno col ministro Lollobrigida
In più, un po’ tutte le associazioni di categorie, anche le famose “coop rosse” che fanno capo alla sinistra, sono accorsi in sostegno della proposta sulle ostriche “low cost“. “La coltivazione delle ostriche ha una storia che parte da lontano in Italia, già dal tempo dei Romani, nel 79 d.C. Plinio il Vecchio parla di allevamenti di ostriche a Pompei. Negli anni è riuscita ad avere numeri importanti tanto da essere esportata anche nella stessa Francia che poi ne ha fatto un vanto nazionale e di fatto ha colonizzato il mercato”. A segnalarlo sono Legacoop Agroalimentare e Agci Pesca e Acquacoltura in una nota, nel ribadire la validità degli allevamenti di questi molluschi per creare alternative ai pescatori che subiscono l’invasione del granchio blu che ha fagocitato le cozze, soprattutto a Goro sul delta del Po, in provincia di Ferrara e dunque l’importanza di abbassare l’Iva sulle ostriche come ha preannjunciato il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.