CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Trump Zelensky Putin

Guerra e pace

Trump-Zelensky secondo round, l’avvertimento del tycoon: sospesi tutti gli aiuti militari a Kiev

Lo stop riguarderà tutti gli equipaggiamenti militari compresi quelli in transito. Vance: «Un nuovo incontro con il presidente ucraino avverrà solo quando sarà pronto alla pace»

Esteri - di Redazione - 4 Marzo 2025 alle 09:26

Trump e Zelensky al secondo round dopo lo scontro nello Studio Ovale: non si può dire che dopo il “match” di venerdì scorso la notizia non fosse in qualche modo attesa, ma per quanto innescata, la bomba deflagra ora in tutto il suo potenziale esplosivo. La Casa Bianca ha sospeso temporaneamente la consegna da parte degli Stati Uniti di tutti gli aiuti militari all’Ucraina. Non solo: ha anche aggiunto che una eventuale ripresa dipenderà da Kiev. È il segnale con cui il presidente Usa intende piegare l’omologo ucraino, inducendolo a più miti consigli. Lo riporta il New York Times, che cita ufficiali e funzionari Usa. La decisione, dopo lo scontro di venerdì scorso con il presidente ucraino e una serie di incontri del tycoon con i responsabili della Sicurezza nazionale, è stata confermata da un funzionario della Casa Bianca anche alla Cnn.

Duro avvertimento di Trump a Zelensky: sospesi tutti gli aiuti militari all’Ucraina

A parlarne per prima è stata l’agenzia Bloomberg, che citando alcune fonti sottolinea che la sospensione degli aiuti bellici durerà fintanto che Trump non avrà sul tavolo la certezza di un convinto impegno di Zelensky per la pace. «Il Presidente è stato chiaro, è concentrato sulla pace – riferiscono le fonti citate –. È necessario che i nostri partner si impegnino a raggiungere questo obiettivo. Stiamo sospendendo e rivedendo i nostri aiuti per garantire che questo contribuisca a una soluzione». Nel frattempo, parte il blocco degli aiuti militari che in questo momento non si trovano già in Ucraina, compresi gli armamenti attualmente in transito o già in Polonia. Uno stop già comunicato al capo del Pentagono Pete Hegseth.

Lo stop riguarderà tutti gli equipaggiamenti militari compresi quelli in transito

Dunque, secondo le fonti della rete americana, la pausa riguarderà tutti gli equipaggiamenti militari non ancora arrivati in territorio ucraino. E Fox News, citando un funzionario di alto grado, ha confermato che si tratta di una pausa che riguarda anche le armi in transito o già in Polonia, e non di una sospensione definitiva. Il New York Times come la Cnn riportano che il sostegno a Kiev riprenderà quando Trump riterrà di aver accertato l’impegno in buona fede dell’Ucraina nei negoziati di pace con la Russia, che il 24 febbraio di tre anni ha innescato il conflitto con l’invasione su vasta scala dell’Ucraina. Il quotidiano precisa che la decisione riguarda armi e munizioni per un valore di oltre un miliardo di dollari.

Trump-Zelensky, il secondo round dopo lo scontro nello Studio Ovale

Una decisione che sicuramente soddisfa Putin. Anche se, va detto, nonostante la veemenza del messaggio Trump non chiude del tutto la porta a Zelensky: è solo un avvertimento. E decisamente un modo netto per dimostrare che la sua amministrazione va dritta al punto, dimostrando coi fatti quanto sostenuto a chiare lettere – e toni accesi – nell’ultimo turbolento summit alla Casa Bianca. Un modo più che plastico di confermare l’avviso diramato a viva voce che se l’Ucraina non accetterà le condizioni di Washington per la pace gli Stati Uniti abbandoneranno Kiev al proprio destino. Con tutte le conseguenze del caso…

Vance: «Nuovo incontro con Zelensky solo quando vorrà la pace»

Perché se Zelensky nell’ultimo vertice a Londra con gli alleati ha appena detto che «la fine della guerra è ancora molto lontana», Trump sul proprio social Truth ha replicato bruscamente sul pezzo: «Questa è la peggiore affermazione che avrebbe potuto fare. E l’America non lo tollererà ancora a lungo». Sulla stessa lunghezza d’onda, infine, le dichiarazioni del vicepresidente Usa J. D. Vance che a sua volta, in un’intervista a Fox News ha sostenuto che «Zelensky ha mostrato un chiaro rifiuto di impegnarsi nel processo di pace» auspicato da Trump. Commentando in calce: «Penso che il leader ucraino non fosse ancora pronto – ha aggiunto –. E penso, francamente, che non lo sia ancora. Ma penso che prima o poi ci arriveremo. Dobbiamo farlo».

Stessa posizione enucleata con altrettanta fermezza e meno veemenza anche dal segretario di Stato Marco Rubio. Il quale, nel rilanciare i punti cardine del piano dell’amministrazione Usa ha asserito: «Vogliamo portare i russi al tavolo delle trattative. Vogliamo esplorare se la pace è possibile».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Redazione - 4 Marzo 2025