CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

La storia dell’Esodo trova “casa” in un archivio accessibile

Foibe

Un archivio in rete per le testimonianze dell’Esodo: le pagine strappate diventano patrimonio condiviso

Il Mic stanza un milione di euro per la salvaguardia e l'accessibilità della documentazione sulla storia di Venezia Giulia, Trieste, Istria, Fiume e Dalmazia del XX secolo. La soddisfazione di FdI: "Il Giorno del Ricordo è tutto l'anno"

Politica - di Redazione - 7 Marzo 2025 alle 13:17

È grande la soddisfazione di Fratelli d’Italia per il finanziamento di un milione di euro assegnato dal Ministero della Cultura per il triennio 2025-2027 per salvaguardare e mettere in rete tutto il materiale degli archivi relativi alla storia della Venezia Giulia, di Trieste, dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia del XX secolo. Ad occuparsene l’accordo siglato tra l’Archivio Centrale dello Stato e l’Istituto Storico Italiano per l’Età Moderna e Contemporanea.

Un archivio in rete per conoscere la storia dell’Esodo

«Si tratta di un notevole passo in avanti per conoscere in particolare la storia dell’Esodo raccogliendo il materiale degli esuli istriani, fiumani e dalmati che negli anni 1946-47 sono stati costretti ad abbandonare la propria terra per distribuirsi su tutto il territorio nazionale», ha affermato Alessandro Amorese, capogruppo di FdI in Commissione Cultura alla Camera, che assieme al senatore Roberto Menia e a Marino Micich, direttore dell’Archivio Museo Storico di Fiume, ha lavorato a questo importante progetto.

Il coinvolgimento dell’Acs e dell’Istituto Storico Italiano per l’Età Moderna e Contemporanea

L’Acs è un Istituto del Ministero della Cultura dotato di autonomia speciale che per mandato istituzionale, conserva la documentazione storica degli organi centrali dello Stato unitario e degli enti pubblici di rilievo nazionale ai fini di garantirne la conoscenza e la fruizione.
L’Istituto Storico Italiano per l’Età Moderna e Contemporanea è da considerarsi un ente di ricerca con personalità giuridica pubblica, istituito con Regio Decreto Legge del 20 luglio 1934 che ha come suo compito principale quello di curare la raccolta e la pubblicazione di fonti documentarie concernenti la storia d’Italia dal 1500 ad oggi.

La soddisfazione di FdI: un lavoro di squadra per colmare le lacune sulla storia del Novecento

«Ringrazio il ministro Giuli e la direzione generale degli archivi del ministero – ha detto ancora Amorese – per aver compreso l’importanza di arrivare a costituire un archivio alla portata di tutti, colmando così una lacuna che ha pesato sulla storia d’Italia del Novecento». «Questo lavoro fatto in squadra – ha sottolineato Menia – è bellissimo perché nel tempo sta portando molti risultati, attraverso l’impegno del governo, delle Regioni oltre che del Parlamento. Oltre all’accordo per gli archivi, penso alla legge dei viaggi del Ricordo per portare le scuole sui luoghi delle foibe e dell’esodo; e al Museo del Ricordo che sorgerà a Roma nei pressi di piazza del Popolo».

La realizzazione di una Guida alle fonti per la storia giuliana, istriana, fiumana e dalmata

L’obiettivo è quello di realizzare una Guida alle fonti per la storia giuliana, istriana, fiumana e dalmata nel XX secolo, avendo una componente archivistica coordinata e realizzata prevalentemente dall’Archivio Centrale dello Stato, relativa all’individuazione, al censimento ed eventuale riordinamento, all’inventariazione, alla digitalizzazione e al restauro delle fonti archivistiche, avvalendosi a tal fine anche della collaborazione delle soprintendenze archivistiche e bibliografiche. Le fonti sono quelle conservate dall’Acs, da tutti gli Archivi di Stato italiani, dagli archivi di soggetti pubblici e privati italiani e stranieri.

All’Istituto Storico sarà invece affidato il compito di valorizzare il progetto, prevedendo l’istituzione di borse di studio e di lavoro, l’organizzazione annuale di uno o più convegni internazionali, la realizzazione di un portale tematico, la pubblicazione web e cartacea degli esiti del censimento e di studi tematici oltre che degli atti dei convegni, raccolta di fonti orali, la compilazione di una bibliografia tematica e la digitalizzazione dei volumi più significativi.

Micich: «Uno strumento a disposizione degli studiosi e delle università»

«Con questo progetto – ha chiarito Micich – si potrà conoscere meglio e approfondire la storia degli Esuli che sarà messa a disposizione degli studiosi e delle università, che non potranno lamentare la difficoltà nel reperire fonti e materiale su quella tragica pagina della nostra storia».

Il Giorno del Ricordo è tutto l’anno

«Continua l’impegno per sensibilizzare ai valori nazionali tutti – ha detto ancora Menia – affinché tornino ad essere patrimonio di tutti a partire dalle scuole e proprio ieri mattina sono andato nell’Istituto Rossellini dove non mi volevano far parlare. L’incontro è andato benissimo e ho trovato grande attenzione da parte degli studenti per conoscere e capire la tragedia delle foibe e il dramma degli esuli». «Il Giorno del Ricordo per noi dura tutto l’anno. Le pagine delle foibe e dell’esodo – ha concluso Amorese – vanno approfondite ed è necessario far conoscere gli archivi, strumenti fondamentali perché sono i principali custodi della memoria di quelle pagine che per sessant’anni la sinistra ha voluto rimuovere dalla storia d’Italia».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Redazione - 7 Marzo 2025