
L'inchiesta
Assalti alla polizia nel nome di Ramy: retata contro i teppisti del centro sociale “Askatasuna”, otto arresti
Nuova mazzata sui teppisti dei centri sociali di Torino, affiliati alla nota sigla estremista di “Askatasuna“. La polizia di Torino, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla procura torinese, sta eseguendo 8 misure cautelari di arresti domiciliari e di obbligo di presentazione giornaliero alla polizia giudiziaria emesse dal gip nei confronti altrettanti attivisti del centro sociale Askatasuna indagati per resistenza aggravata a pubblico ufficiale.
“Askatasuna” e gli assalti al commissariato di polizia
I destinatari delle misure sono stati denunciati dalla Digos per i disordini verificatisi lo scorso 9 gennaio quando circa 500 manifestanti, durante un corteo in solidarietà per la morte di Ramy Elgani, hanno prima imbrattato i muri e rotto le vetrate di un commissariato alla periferia nord del capoluogo piemontese, poi lanciato oggetti, artifici esplodenti, bottiglie di vetro e pietre contro le forze dell’ordine che presidiavano la struttura. Proseguendo il corteo, i manifestanti hanno poi raggiunto il Comando Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta dove hanno nuovamente lanciato pietre, bottiglie, petardi ed altri oggetti contro le forze dell’ordine. Durante le violenze sono rimasti feriti 4 agenti del Reparto Mobile di Torino e un carabiniere.
Durante l’aggressione al commissariato, sono state imbrattate mura e rotte vetrate per un danno di circa 12.500 e sono stati danneggiati mezzi di servizio per un totale di circa 18.000 euro utilizzando pali in ferro della segnaletica stradale e transenne metalliche, aprendo anche lo sportello di un blindato all’interno del quale vi era un militare. Sui social del centro sociale Askatasuna si legge “la digos si presenta alle prime luci dell’alba a casa di giovani compagni e compagne per notificare diverse misure cautelari. Quando si dice legarsela al dito”