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Barocco Globale: alle Scuderie del Quirinale una mostra di opere e di storie alla riscoperta del Seicento

Fino al 13 luglio

Barocco Globale: alle Scuderie del Quirinale una mostra di opere e di storie alla riscoperta del Seicento

Cultura - di Redazione - 4 Aprile 2025 alle 13:40

Fino al 13 luglio le Scuderie del Quirinale ospitano “Barocco Globale. Il mondo a Roma nel secolo di Bernini”, una mostra realizzata con la Galleria Borghese di Roma e con la partecipazione e la collaborazione di prestigiose istituzioni e musei nazionali e internazionali: dal Louvre al Vaticano.

Capolavori di Bernini, Van Dyck, Poussin e Pietro da Cortona in dialogo con opere provenienti da luoghi lontani ed esotici. Cento opere, in prestito dai più importanti musei del mondo, che testimoniano i legami che la Roma del Seicento riuscì ad intrecciare con realtà culturali molto distanti anche sotto il profilo geografico. 

Barocco Globale è una mostra, curata da Francesca Cappelletti, direttrice generale della Galleria Borghese e ordinario di storia dell’arte all’Università di Ferrara e da Francesco Freddolini, associato di storia dell’arte presso ‘Sapienza’ Università di Roma, che offre prospettive su opere e storie che ripropongono il Seicento sotto un’altra prosettiva. Spunti su storie tanto avvincenti quanto emblematiche, finite ai margini della storia. Ad accogliere i visitatori c’è il busto in marmi policromi, quello che nel 1608 Papa Paolo V commissionò per omaggiare Antonio Manuel Ne Vunda, ambasciatore del Congo che dopo un viaggio di quattro anni per raggiungere Roma morì appena arrivato, nel giorno dell’Epifania e fu sepolto, primo uomo africano, nella Basilica Papale di Santa Maria maggiore. Un prestito eccezionale, autorizzato dal Santo Padre in persona. L’ambasciatore del Congo morto nella notte dell’Epifania è diventato nell’immaginario dei romani il “re magio” Baldassarre.

Barocco Globale: una mostra allineata al Giubileo

Storie suggestive finite nel dimenticatoio, anche di animali, come Don Diego, l’elefante antesignano di Dumbo, diventato a lungo un beniamino dei romani o del cardinale rosso, un raro uccellino esotico per il quale vennero precettati importanti artisti del tempo. Sono anche storie di santi e dannati: dalla stola di San Carlo Borromeo, ai documenti redatti da Matteo Ricci, l’esploratore gesuita che “conquistò” la Cina. Personaggi controversi, un documento firmato dal feroce conquistatore spagnolo Hernan Cortes in cui traccia la mappa di Città del Messico, ammalianti come Maria Mancini Mazzarino, la favorita del Re Sole, il cui ritratto ancora adesso ammalia i visitatori.

La mostra Barocco Globale ci accompagna in un viaggio affascinante, in grado di sedurre visivamente anche i visitatori meno attrezzati, attraverso una Roma straordinariamente cosmopolita, al centro di una complessa rete di viaggi e rapporti che trascendono confini nazionali e culturali.  Capitale al centro di un mondo Globale, Roma fu il luogo dove Gian Lorenzo Bernini, con la Fontana dei Fiumi, seppe dare forma tangibile ai rapporti che legavano Europa, Africa, Asia e America. Con quest’opera cardinale per lo sviluppo della cultura artistica dell’Occidente, evocata in mostra da spettacolari bozzetti, il mondo si portava al centro di Roma, e Roma al centro del mondo

Scuderie del Quirinale: un’altra missione culturale compiuta

L’Africa, l’America, l’Asia erano presenze tangibili e visibili nella Roma di questa epoca; opere d’arte di maestri del Barocco come Gian Lorenzo Bernini, Pietro da Cortona, Nicolas Poussin, ci proiettano in un mondo sorprendentemente multietnico e multiculturale, in cui missionari e diplomatici mettevano in dialogo, alla corte dei Papi, il Giappone con la Persia, il Congo col Nuovo Mondo.

«Con questa mostra – spiega il direttore delle Scuderie Matteo Lafranconi – vogliamo partecipare alla programmazione dell’anno del Giubileo, col soccorso della Galleria Borghese che aveva ideato il progetto ora espanso in metri quadrati. Lo scopo è quello di rappresentare molte storie della missione di Roma in rapporto all’allargamento del potere della chiesa, oggi leggibile con le dinamiche della globalità. Vediamo rispecchiarsi a Roma, nelle opere esposte, dal Medio Oriente alla Cina, dal mondo islamico fino al Giappone e alle nuove Americhe. Tutto il mondo arriva a Roma. Così come accade con il Giubileo».

 

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di Redazione - 4 Aprile 2025