CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Meloni sui dazi Usa

Impatto affrontabile

Dazi, da Meloni appello a calma e lucidità: è il panico la “cifra” peggiore. Abbiamo tutte le carte in regola per affrontare la sfida

La premier su allarmismi e propaganda apocalittica: possono creare danni peggiori di quelli connessi alle tariffe. E rilancia la strategia del governo tra valutazioni, proposte e comunicazione sul tema

Politica - di Ginevra Sorrentino - 5 Aprile 2025 alle 09:40

Con le Borse impazzite, la propaganda dell’opposizione che soffia sul fuoco dell’allarmismo apocalittico e economisti e opinionisti alacremente al lavoro su retroscena possibili e strategie dell’ultim’ora, Giorgia Meloni richiama alla lucidità e rinnova l’appello alla calma e alla responsabilità, e a una comunicazione, come a tempi di valutazione, più distesi e articolati. E ribadisce: «I danni veri vengono dal panico, non dai dazi».

Così, ancora una volta nel Consiglio dei ministri di ieri, il presidente del Consiglio ha riportato il dibattito sull’introduzione dei dazi americani alla sua giusta dimensione, con parole chiare e responsabili: «Il panico e l’allarmismo possono causare danni ben maggiori di quelli strettamente connessi con i dazi». Un messaggio forte, che invita istituzioni, media e opinione pubblica a mantenere un polso fermo e a non cedere al catastrofismo.

Dazi, Meloni: «Impatto affrontabile. Panico può creare danni peggiori»

Meloni ha ricordato che perfino la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha stimato in appena lo 0,3% l’eventuale contrazione del Pil dell’Eurozona in caso di dazi del 25%: una cifra certo non trascurabile, ma tutt’altro che drammatica. E per dazi al 20%, come quelli attualmente in discussione, l’impatto sarebbe ancora più contenuto. Sottolineando contestualmente nel corso della riunione del Consiglio dei ministri come «pochi giorni fa, in un’audizione davanti al Parlamento europeo, la presidente della Bce Lagarde ha detto che “un dazio statunitense del 25% sulle importazioni dall’Europa ridurrebbe la crescita dell’area dell’euro di circa 0,3 punti percentuali nel primo anno”. Quindi, dei dazi al 20% dovrebbero portare a una riduzione del Pil europeo inferiore allo 0,3% finora stimato. È certamente un impatto significativo – ha rilevato la premier – ma di un ordine di grandezza affrontabile».

Il richiamo della premier a lucidità, calma e responsabilità

«Molto diversa», ha osservato quindi il presidente del Consiglio, «è la situazione che si potrebbe creare nel caso in cui si scatenassero panico e aspettative negative tra i consumatori, portando quindi a una contrazione dei consumi e degli investimenti delle imprese. Il compito di tutte le Istituzioni, non solo del Governo, è quello di riportare l’intera discussione alla reale dimensione del problema». Dunque: serve negoziare. Avendo ben chiaro il nostro interesse nazionale, le produzioni e i commerci da tutelare, le nostre imprese e i nostri consumatori da salvaguardare.

«I dazi tra economie equivalenti, per noi, non sono mai una buona notizia»

E ancora. Per la premier «è presto per valutare le conseguenze effettive prodotte» dall’introduzione dei dazi «sul nostro Pil e sulla nostra economia. E come ho già detto, penso che questa decisione dell’amministrazione Trump sia sbagliata, perché le economie delle Nazioni occidentali sono fortemente interconnesse e politiche protezionistiche così incisive danneggeranno non solo l’Unione europea, ma anche gli Stati Uniti». Aggiungendo anche: «Qualsiasi ostacolo agli scambi internazionali è penalizzante per una Nazione come l’Italia, che ha una lunga tradizione di commercio con l’estero e che può contare sulla grande forza del Made in Italy. I dazi tra economie equivalenti, per noi, non sono mai una buona notizia».

Dazi, Meloni nel Cdm: ancora presto per quantificarne l’effetto

Ciò detto», ha ribadito la premier, «è importante non amplificare ulteriormente l’impatto reale che la decisione americana può avere. Le esportazioni italiane negli Stati Uniti valgono circa il 10% del totale. L’introduzione di dazi può, forse, ridurre questa quota di export, ma è ancora presto per quantificarne l’effetto e per capire quanto i nostri prodotti saranno effettivamente penalizzati».

Un set di proposte da portare in Europa e una linea di negoziato con gli Usa

In ogni caso l’obiettivo del governo «è avere in tempo breve un’idea il più possibile chiara, per l’economia italiana e del quadro complessivo, dell’impatto e dei settori maggiormente danneggiati nei diversi scenari. Una linea d’azione per sostenere quelle filiere. Un set di proposte da portare in Europa su come affrontare e rispondere a questa crisi e una linea di negoziato con gli Stati Uniti. Ci troviamo davanti a un’altra sfida complessa, ma abbiamo tutte le carte in regola per superare anche questa», ha quindi aggiunto.

Lunedì un summit di governo

Operativamente quindi, fa sapere Meloni, «ho deciso di chiedere ai due vicepremier, al ministro dell’Economia, dell’Industria, dell’Agricoltura, delle Politiche europee, di vederci lunedì pomeriggio e di portare ciascuna per la propria competenza uno studio sull’impatto che questa situazione può avere per la nostra economia». Sottolineando altresì: «Lo stesso gruppo di lavoro del governo, che da ora deve sentirsi prioritariamente impegnato sul tema, si confronterà anche con i rappresentanti delle categorie produttive, che sono stati convocati a Palazzo Chigi per martedì 8 aprile. Ci confronteremo anche con loro, per trovare le soluzioni migliori».

Dazi, Meloni tra strategia e comunicazione: il richiamo alla maturità politica e istituzionale

Parole, osservazioni, appelli e sollecitazioni, quelle rilanciate ancora una volta nelle scorse ore da Giorgia Meloni, che rimandano a un indispensabile senso di responsabilità: non è il momento delle speculazioni politiche né dei titoli apocalittici, ma di un’analisi razionale, fondata sui numeri e non sulla propaganda. Il governo, ha assicurato, continuerà a vigilare sugli sviluppi, ma con equilibrio e serietà. Perché, come sempre, la vera forza di un Paese si misura nella sua capacità di restare unito e lucido anche nelle difficoltà. Un richiamo alla maturità politica e istituzionale, che nel clima europeo e internazionale attuale, non può che essere accolto con favore e rispetto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Ginevra Sorrentino - 5 Aprile 2025