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Dazi opposizione

Ondata di isteria collettiva

Dazi, sciacallaggio e deliri delle opposizioni: “Meloni complice di Trump”. Un circo indegno e triste

Politica - di Adriana De Conto - 3 Aprile 2025 alle 18:16

Una commedia triste sta andando in scena in un momento in cui la serietà sarebbe d’obbligo. Invece sui dazi posti da Trump le opposizioni sciacalla in maniera inversosimile e grottesca. Tutto il mondo, tutti gli stati, stanno prendendo le misure alla nuova era commerciale che si sta instaurando, tranne Pd, Avs, M5S. Stiamo sentendo cose inverosimili, fino all’insulto. L’irresponsabilità regna sovrana, assieme ai toni apocalittici che creano panico anziché andare nella direzione dell’equilibrio indicata dal Capo dello Stato quando ha parlato di “serenità” con la quale prepararsi a risposte intelligenti e non di pancia. E’ la linea di Palazzo Chigi. Eppure c’è un’ondata di isteria collettiva tra gli oppositori. Nel Pd è gara a chi la spara più grossa. La segretaria Elly Schlein si avventa come un’Erinni sul premier. Meloni è alle prese con un vertice straordinario, tralasciando tutti gli impegni in agenda,e  si sta dedicando anima e corpo alle contromosse intelligenti ai dazi trumpiani. Ma la segretaria dem la butta in caciara.

Dazi, lo sciacallaggio delle opposizioni

“I dazi di Trump sono una mazzata per le imprese e i lavoratori italiani. È incredibile come il governo sia rimasto fermo, senza fare niente. Si sapeva da mesi che questo giorno sarebbe arrivato. Ma Giorgia Meloni ha usato il condizionale fino a ieri per non urtare l’amico Donald. E fa arrivare l’Italia impreparata a questo disastro. Adesso basta, il governo deve svegliarsi e scegliere di stare dalla parte dell’Europa”. Zingaretti, già reduce dai disastri all’Europarlamento, senza ritegno parla di “colpe” del premier. Con gli Usa sui dazi “bisogna trattare come europei uniti e quindi più forti. Questa forse è la colpa più grande di Giorgia Meloni, che dice di essere un pontiere con gli Stati Uniti d’America. Ma in realtà rischia di diventare complice della politica di Trump contro gli interessi del made in Italy”. Un’enormità.  Al  capodelegazione del Pd al Parlamento Ue va ricordato che se c’è un governo che ha a cuore le produzioni italiane questo è quello di Giorgia Meloni. Poi dice anche di peggio: “È chiaro che ora bisogna trattare e trovare una soluzione, ma non si deve trattare con il cappello in mano chiedendo l’elemosina”.

Pd al delirio: “Meloni chieda scusa, governo “scendiletto” di Trump

E’ tutto molto indegno di un’opposizione costruttiva e responsabile. Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria Pd, a L’aria che tira su La7 dice anche di peggio, dando degli “scendiletto” ai rappresentanti del governo: “In queste settimane abbiamo avuto un vicepresidente del consiglio, Salvini, che ha dichiarato che la vittoria di Trump era ‘un bel giorno di sole per l’Italia’ e, non contento, che i dazi rappresentano ‘un’opportunità’. Abbiamo sentito una presidente del consiglio, Meloni, dire che dobbiamo non reagire, porgere l’altra guancia e ringraziare pure per la sberla. Abbiamo letto di senatori della Lega come Borghi affermare che l’Italia sarebbe stata risparmiata alla faccia della Germania, che si sarebbe scatenata una corsa a venire nel nostro Paese”.  “Di fronte a un momento drammatico per le nostre imprese e lavoratori, hanno passato i giorni a mentire o a fare gli scendiletto di chi voleva colpirci. E ora, anziché chiedere scusa, non riescono nemmeno a scegliere tra la difesa dei nostri interessi e il miliardario americano. Volevano fare i patrioti, sono diventati degli zerbini”. Insomma, sembra che Trump abbia messo i dazi solo all’Italia, stando a questi isterismi da quattro soldi.

Conte al delirio: “Meloni chieda scusa a Xi Jinping”

Di un’opposizione vera e responsabile non c’è all’orizzonte nenche l’ombra e Dio sa quanto servirebbe un Paese unito in una circostanza in cui servono le energie migliori e non gl insulti e le colate di fiele. O le divagazioni inutili come quelle di Giuseppe Conte che riesuma la Cina: “Meloni ha strappato l’accordo della Via della Seta che era un utilissimo strumento per diversificare il nostro export. Ora deve chiedere scusa a Xi Jinping e recuperare questa prospettiva”. Addirittura chiedere scusa al presidente cinese. I dazi stanno dando alla testa anche a lui: “A Palazzo Chigi abbiamo dei dilettanti che stanno facendo male all’Italia”. C’è poi Matteo Renzi che in tutto questo circo arriva Matteo Renzi con un numero spericolato:

Renzi pensa a Lollobrigida e a Urso

“Chi fino a qualche ora fa elogiava la politica internazionale di Giorgia Meloni dovrebbe finalmente capire che ci siamo isolati in Europa e siamo stati puniti dagli Stati Uniti: un capolavoro. Cornuti e mazziati”. Fa specie un ex premier che dovrebbe avere conservato il senso delle istituzioni si diverta a chiedere le dimissioni di questo e quello. Gli preme più l’invettiva personale, per cui invita il premier a far fuori due suoi ministri “nei due ministeri chiave di questa battaglia, agricoltura e sviluppo economico. Giorgia mandi a casa i suoi camerati/amichetti/cognati e metta gente preparata. Gente competente. Gente di qualità. Al posto di Lollobrigida e Urso mettiamo due persone del mondo imprenditoriale che conoscono i problemi delle nostre aziende. Si dia spazio al merito e non all’amichettismo”. E con la battitona di  Riccardo Magi (Più Europa) – «Il ponte che Meloni voleva costruire con gli USA si è rivelato più illusorio di quello sullo Stretto»- cala il sipario su una giornata da oppositori di ordinaria follia. 

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di Adriana De Conto - 3 Aprile 2025