
Caso Le Pen
Francia, Macron rompe il silenzio e ringrazia: “I giudici sono indipendenti e vanno protetti”
Il presidente francese cavalca l'onda ma Le Pen non molla. Il verdetto del ricorso in appello potrebbe arrivare entro l'estate 2026. Marion Maréchal: colpite le destre perché vicine alla vittoria
Francia sotto choc per la condanna di Marine Le Pen. A due giorni dal verdetto del tribunale di Parigi che mette fuori dalla corsa all’Eliseo la leader del Rassemblement national, primo partito francese, arriva il commento urticante di Emmanuel Macron a difesa dei giudici. In consiglio dei ministri ha tenuto a ‘ricordare’ ai membri del governo riuniti all’Eliseo che “la giustizia è indipendente”. Lo riferisce la portavoce del governo Sophie Primas illustrando il pensiero di monsieur le président sullo tsumami politico che ha colpito la Francia. In caduta libera nei sondaggi, ma molto scalpitante nello scacchiere europeo, non si è fatto sfuggire la ghiotta occasione. E si è lanciato in una difesa a tutto campo delle toghe. Mentre nel Paese cresce la percezione di una Francia autoritaria dove “la democrazia è confiscata” e a comandare sono giudici senza volto che nessuno conosce e nessuno ha votato. Ben più cauto l’atteggiamento del premier François Bayrou.
Macron difende i giudici: sono indipendenti e vanno protetti
Tre i punti sottolineati da Macron sulla condanna di Marine Le Pen, riportati da Primas. In primo luogo, il concetto che “la giustizia è indipendente”, excusatio non petita. Poi “che le minacce rivolte ai magistrati sono assolutamente insopportabili” e infine che “tutti hanno diritto a una giustizia uguale e che la legge è uguale per tutti”. ”Tutti coloro che cercano giustizia hanno diritto a presentare ricorso” nei confronti di una sentenza che non ritengono equa. In ogni caso ”i magistrati devono essere protetti”, ha aggiunto il capo dell’Eliseo.
Macron difende i giudici: sono indipendenti e vanno protetti
Il riferimento è a Bénédicte de Perthuis, la giudice francese che ha condannato la leader del Rassemblement National, oggetto di pesanti minacce. Tanto da indurre i servizi di sicurezza transalpini a rafforzare la scorta e i pattugliamenti sotto la sua casa di Parigi. Intanto Marine Le Pen, che ha definito la condanna una bomba nucleare sganciata dai giudici, è pronta alla pugna. “Non mi lascerò calpestare. Sono candidata alle presidenziali del 2027”, ha detto a le Parisien annunciando il ricorso in appello. È una corsa contro il tempo in vista delle presidenziali del 2027. Il ricorso sarà esaminato “in un quadro temporale che dovrebbe consentire il raggiungimento di una decisione nell’estate del 2026”, ha annunciato irti sera la Corte d’appello di Parigi. In questo caso la sentenza arriverebbe prima delle voto.
Marion Maréchal: le destre colpite perché vicini alla vittoria
Non ha dubbi sulla natura politica della condanna per estromettere il primo partito francese, Marion Maréchal, nipote di Marine ed europarlamentare. “Marine Le Pen è la leader del primo partito di Francia, la candidata che con ogni probabilità avrebbe vinto nel 2027, senza alcun rivale temibile all’orizzonte. L’ineleggibilità – dice intervistata dal Corriere della Sera – non le toglie la legittimità. E chi oggi annuncia la sua morte politica commette un errore”. Resta infatti la leader di un partito con oltre dieci milioni di voti e la promotrice di una novità storica in Francia, l’inizio di costruzione di una coalizione di destra”. Differenza non da poco con il caso Fillon (il candidato dei Repubblicani che nel 2017 colpito da un’inchiesta giudiziaria dovette lasciare campo libero a Macron). Quella di Marine Le Pen “e una forza che nessun giudice può toglierle e vedremo, nel caso, come deciderà di utilizzarla”, dice Marion Maréchal che chiama a una mobilitazione delle destre per un’azione comune a tutela del diritto “a esistere e governare”.
Il piano B con la candidatura di Jordan Bardella
In caso di insuccesso chi potrebbe prendere il testimone? “A oggi il candidato della coalizione resta Marine. E faremo di tutto perché le venga garantito il diritto a presentarsi. Se ciò non fosse possibile, ci siederemo al tavolo con lei per capire come far evolvere il progetto del campo nazionale”. Il piano B non è scattato ma in molti sono pronti a scommettere sulla candidatura del leader del partito, il giovane pupillo, Jordan Bardella, che ha tutte le carte in regola per l’Eliseo. Intervista da Tf1 Le Pen ha confermato che Bardella è una risorsa enorme per il movimento. Ma – ha aggiunto – “speriamo di non dover utilizzare prima del necessario”.
Domenica manifestazioni in tutta la Francia pro Marine
Per nulla scoraggiati i dirigenti del Rassemblement national per i quali la mannaia giudiziaria, che lascerebbe oltre 10 milioni di francesi privi di rappresentanza, potrebbe rivelarsi un boomerang per gli avversari. Un’eventualità confermata dai primi sondaggi dopo la condanna. Il sito dove Bardella ha lanciato la petizione in favore di Marine Le Pen è crollato per i troppi collegamenti e domenica sono previste manifestazioni pro-Marine in tutta la Francia, a Parigi davanti alla tomba di Napoleone. “Non lasciatevi intimidire. Non demoralizzatevi… Vinceremo”, ha dichiarato ieri in Parlamento Marine Le Pen davanti ai deputati del suo partito.