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Al Forum di Cernobbio

Giorgetti: “Niente panico sui dazi, per gli aiuti alle imprese sospendere le regole di bilancio Ue”

Politica - di Carlo Marini - 5 Aprile 2025 alle 13:14

Dopo i recenti dazi introdotti da Donald Trump, “noi siamo impegnati in quella che potremmo definire una de-escalation della tensione con l’amministrazione statunitense”: lo dice il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti nel suo discorso al workshop “Lo scenario dell’economia e della finanza”, organizzato da The European House Ambrosetti a Villa d’Este. “Come governo dobbiamo cercare di mantenere il sangue freddo, valutare esattamente gli impatti ed evitare di partire con una politica di politica di contro-dazi che potrebbe essere semplicemente soltanto dannosa per tutti e soprattutto per noi”, spiega.

Giorgetti: “Come per il Covid anche sui dazi l’Ue sospenda le regole di bilancio”

Questo approccio va esteso “anche a livello europeo. A chi dice che l’Italia deve trattare da sola, io dico semplicemente che il governo italiano, ovviamente, pensando al tipo di economia che rappresenta, deve portare giustamente gli interessi italiani in Europa. Consapevoli che la politica di tipo commerciale è per definizione, visto che l’Ue è nata come mercato europeo, sostanzialmente di competenza europea”, continua il ministro dell’Economia.

E ancora, per Giorgetti”gli aiuti per i settori e le imprese danneggiate da questa situazione” si traducono in interventi di tipo economico-finanziario a carico del bilancio dello Stato”, ma “se ciò è vero” questo “deve essere consentito dalle regole europee. Nel messaggio finale a Cernobbio definito da lui stesso “una provocazione” invita a mettere in stand-by le regole di bilancio Ue con la crisi dettata dai dazi così come avvenne con il Covid.

Rispetto alla forte instabilità dei mercati, Giorgetti ritiene che non si debba “pigiare il pulsante del panico” ricordando che le borse possono agire in modo irrazionale; talvolta “salgono quando non si capisce perché dovrebbero salire e scendono quando non si capisce perché dovrebbero scendere” dal momento che il mercato “agisce con altri tipi di istinti”.

“Trump sui dazi? Un approccio di puro business”

Per l’esponente della Lega, la fase della globalizzazione “è in crisi, a mio giudizio in modo abbastanza evidente. È in crisi perché abbiamo sottovalutato il nome del ‘free trade’ quello che il ministro Giulio Tremonti chiama ‘fair trade’. Cioè, sostanzialmente, abbiamo ignorato quelle che potevano essere le conseguenze sociali, e quindi poi politiche, di una globalizzazione che oggettivamente ha favorito anche coloro che hanno utilizzato ampiamente strumenti non di mercato”, tra cui intere economie come la Cina. In questo contesto va letta la “tendenza al protezionismo” dell’amministrazione Trump, spiega Giorgetti: un “cambiamento di portata storica e politica, che nasce da azioni di tipo economico ma che in qualche modo mettono chiaramente sotto tiro quello che è stata la fase della politica della globalizzazione” iniziata negli anni Novanta ma già messa in dubbio dalla svolta protezionista dell’amministrazione di Joe Biden con il pacchetto di investimenti e sgravi contenuto nell’Inflation Reduction Act.

Quella di Trump “è una politica basata unicamente su criteri, chiamiamoli così, commerciali, utilitaristici, economici e business. Non è che un Paese amico politicamente sia stato trattato in modo migliore rispetto a un Paese politicamente nemico”, afferma ancora Giorgetti. “Per semplificare, ci sono Paesi palesemente guidati da governi socialisti, per non dire comunisti, che sono stati trattati molto meglio rispetto a paesi in cui la cultura libera-democratica è consolidata. Quindi è un approccio di puro business”, spiega Giorgetti.

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di Carlo Marini - 5 Aprile 2025