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Giovanni Paolo II: il Papa che difese la libertà, abbatté il comunismo e richiamò l’Europa alle sue radici

Il ventennale della morte

Giovanni Paolo II: il Papa che difese la libertà, abbatté il comunismo e richiamò l’Europa alle sue radici

Cultura - di Luca Nelson - 2 Aprile 2025 alle 13:23

Nel secolo più ideologico e sanguinoso della storia europea, Giovanni Paolo II fu la voce limpida della libertà, della fede e della verità. Pontefice di ferro e uomo di preghiera, Karol Wojtyła incarnò come nessun altro l’incontro tra la forza morale del Vangelo e la battaglia storica per la dignità della persona contro i totalitarismi.
A lui dobbiamo non solo la spinta decisiva per la caduta del Muro di Berlino, ma anche il monito più autorevole rivolto all’Europa: non rinnegare le proprie radici giudaico-cristiane. Radici che non sono semplice eredità culturale, ma fondamenta spirituali su cui è stata costruita la civiltà della libertà, del diritto e della persona.

Giovanni Paolo II non fu un Papa “politico” nel senso riduttivo del termine. Fu un leader spirituale capace di parlare al cuore dei popoli oppressi e di sfidare il potere con la sola forza della parola. La sua prima visita nella Polonia comunista nel 1979 fu un evento epocale. Ed è lì che pronunciò, davanti a un popolo oppresso e silenzioso, le parole che sarebbero diventate il suo sigillo: “Non abbiate paura”.
Quelle parole, pronunciate con la calma dei forti, erano rivolte ai polacchi ma in realtà al mondo intero. Non abbiate paura della verità. Non abbiate paura della libertà. Non abbiate paura di essere cristiani. Fu un appello spirituale e politico insieme, che attraversò i confini, accese il coraggio dei dissidenti e ispirò una generazione.
La potenza simbolica di quell’espressione fu tale che anche leader politici e intellettuali ne fecero propria la forza. Ronald Reagan la citò più volte nei suoi discorsi sulla lotta per la libertà, vedendovi un richiamo al coraggio morale contro il male. Più tardi, anche Benedetto XVI e Papa Francesco hanno ripreso quel monito, segno che il messaggio non era legato a un momento storico, ma a una verità eterna.
Accanto alla denuncia ferma del comunismo ateo, Giovanni Paolo II seppe proporre un modello di convivenza fondato su libertà religiosa, rispetto reciproco e una tolleranza autentica, che non significa confusione o rinuncia. Fu costruttore di ponti con l’ebraismo e con l’islam, ma sempre ancorato alla certezza della fede cristiana. Per lui il dialogo richiedeva identità forte, non debolezza.
E proprio su questo punto fu profetico: avvertì l’Europa del pericolo di un relativismo senz’anima. Ricordò che non c’è Europa senza Gerusalemme, Atene e Roma. Senza la Croce, il diritto romano e la ragione greca, l’Europa perde se stessa.
In un tempo in cui si tenta di riscrivere le fondamenta spirituali del nostro continente, l’eredità di Giovanni Paolo II torna a essere essenziale. Le sue parole non appartengono al passato, ma al destino stesso dell’Occidente. “Non abbiate paura” resta oggi un invito potente: ad avere fede, a difendere la verità, a non piegarsi.

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di Luca Nelson - 2 Aprile 2025