
Terremoto sui mercati
I dazi di Trump mandano a picco le Borse mondiali. Wall Street brucia 2000 miliardi di dollari
La giornata sui mercati internazionali, aperta sull’onda degli annunci dei dazi americani, si svolge sul filo del terrore sulle Borse di tutto il mondo. E l’effetto-terremoto di Trump si fa sentire anche sulla piazza americana, con Wall Street che cede – con il Dow Jones – fino a 1.567,56 punti (-3,71%), lo S&P 500 perde 247,77 punti (-4,37%), il Nasdaq Composite fa segnare un ribasso di 989,46 punti (-5,62%). Il petrolio Wti al Nymex perde il 7,74% a 66,16 dollari al barile. Tra i titoli più in difficoltà, quelli tech e di abbigliamento: Nike cede il 13%, Amazon e Apple l’8,8%, Nvidia il 7%, Salesforce il 6%, Garmin il 16%, Dell il 15,5%, Skechers il 18,6%. Si calcola che i dazi statunitensi abbiano cancellato 2.000 miliardi di dollari dallo S&P 500. I mercati temono che la decisione del presidente Donald Trump possa portare gli Stati Uniti in recessione.
Dazi, terremoto sulle Borse di tutto il mondo
Ma i dazi annunciati avevano già affossato le Borse europee e asiatiche, con lo spettro della recessione che avanza da entrambi i lati dell’Atlantico. Milano lascia sul campo il 3,6% ed è la peggiore in Europa dietro a Parigi (-3,4%) e Francoforte (-2,94%). Più caute Londra (-1,7%), grazie a dazi più leggeri sul Regno Unito, e Madrid (-1,05%). Sale a 112,9 punti il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il rendimento annuo italiano in calo di 5 punti al 3,76% e quello tedesco di 7,8 punti sotto al 2,64%. Si indebolisce ulteriormente il dollaro a meno di 0,9 euro e di 0,76 sterline, mentre inverte la rotta l’oro (+0,8% a 3.120,83 dollari l’oncia), che si mantiene sui massimi. Il crollo del greggio (Wti -7,61%% a 66,27 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio e sull’alluminio frenano Tenaris (-9,87%), Saipem (-9%), Prysmian (-5,47%), Glencore e Anglo American (-6% entrambe). Sotto pressione anche il comparto dell’energia con Bp (-7%), Eni (-4,9%), Shell (-4,8%) e TotalEnergies (-4,86%), a seguito anche di scorte inaspettatamente salite di oltre 6,15 milioni di barili. Sotto pressione il gas (-4,55% a 39,37 euro al MWh). La tempesta non risparmia le banche da Standard Chartered (-11,71%), Hsbc (-8,29%), Unicredit (-7,05%), Popolare Sondrio (-7%), Inyrsa (-6,7%), Bper (-6,66%), Banco Bpm (-5,42%), SocGen (-5,38%), Santander (-5,3%) ed Mps (-3,16%). Scivola il lusso con Adidas (-11,9%), Pandora (-10,4%), Puma (-10%), Burberry (-8,51%), Cucinelli (-6,55%), Richemont (-6,22%), Ferragamo (-5,69%), Swatch (-5,33%) e Moncler (-4,25%). Crolla Stellantis (–7,72%), più caute Renault (-3,56%), e soprattutto Ferrari (-3,22%) e Porsche (-2,35%).