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I dazi di Trump mandano a picco le Borse mondiali. Wall Street brucia 2000 miliardi di dollari

Terremoto sui mercati

I dazi di Trump mandano a picco le Borse mondiali. Wall Street brucia 2000 miliardi di dollari

Economia - di Lucio Meo - 3 Aprile 2025 alle 17:37

La giornata sui mercati internazionali, aperta sull’onda degli annunci dei dazi americani, si svolge sul filo del terrore sulle Borse di tutto il mondo. E l’effetto-terremoto di Trump si fa sentire anche sulla piazza americana, con Wall Street che cede – con il Dow Jones – fino a 1.567,56 punti (-3,71%), lo S&P 500 perde 247,77 punti (-4,37%), il Nasdaq Composite fa segnare un ribasso di 989,46 punti (-5,62%). Il petrolio Wti al Nymex perde il 7,74% a 66,16 dollari al barile. Tra i titoli più in difficoltà, quelli tech e di abbigliamento: Nike cede il 13%, Amazon e Apple l’8,8%, Nvidia il 7%, Salesforce il 6%, Garmin il 16%, Dell il 15,5%, Skechers il 18,6%. Si calcola che i dazi statunitensi abbiano cancellato 2.000 miliardi di dollari dallo S&P 500. I mercati temono che la decisione del presidente Donald Trump possa portare gli Stati Uniti in recessione.

Dazi, terremoto sulle Borse di tutto il mondo

Ma i dazi annunciati avevano già affossato le Borse europee e asiatiche, con lo spettro della recessione che avanza da entrambi i lati dell’Atlantico. Milano lascia sul campo il 3,6% ed è la peggiore in Europa dietro a Parigi (-3,4%) e Francoforte (-2,94%). Più caute Londra (-1,7%), grazie a dazi più leggeri sul Regno Unito, e Madrid (-1,05%). Sale a 112,9 punti il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi, con il rendimento annuo italiano in calo di 5 punti al 3,76% e quello tedesco di 7,8 punti sotto al 2,64%. Si indebolisce ulteriormente il dollaro a meno di 0,9 euro e di 0,76 sterline, mentre inverte la rotta l’oro (+0,8% a 3.120,83 dollari l’oncia), che si mantiene sui massimi. Il crollo del greggio (Wti -7,61%% a 66,27 dollari al barile) e le tariffe commerciali sull’acciaio e sull’alluminio frenano Tenaris (-9,87%), Saipem (-9%), Prysmian (-5,47%), Glencore e Anglo American (-6% entrambe). Sotto pressione anche il comparto dell’energia con Bp (-7%), Eni (-4,9%), Shell (-4,8%) e TotalEnergies (-4,86%), a seguito anche di scorte inaspettatamente salite di oltre 6,15 milioni di barili. Sotto pressione il gas (-4,55% a 39,37 euro al MWh). La tempesta non risparmia le banche da Standard Chartered (-11,71%), Hsbc (-8,29%), Unicredit (-7,05%), Popolare Sondrio (-7%), Inyrsa (-6,7%), Bper (-6,66%), Banco Bpm (-5,42%), SocGen (-5,38%), Santander (-5,3%) ed Mps (-3,16%). Scivola il lusso con Adidas (-11,9%), Pandora (-10,4%), Puma (-10%), Burberry (-8,51%), Cucinelli (-6,55%), Richemont (-6,22%), Ferragamo (-5,69%), Swatch (-5,33%) e Moncler (-4,25%). Crolla Stellantis (–7,72%), più caute Renault (-3,56%), e soprattutto Ferrari (-3,22%) e Porsche (-2,35%).

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di Lucio Meo - 3 Aprile 2025