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In un video gli ultimi minuti di vita di Sara Campanella: l’assassinio ripreso dalle telecamere di sorveglianza

La sequenza dell'orrore

In un video gli ultimi minuti di vita di Sara Campanella: l’assassinio ripreso dalle telecamere di sorveglianza

Cronaca - di Demetra Orsi - 2 Aprile 2025 alle 19:05

Gli ultimi istanti di vita di Sara Campanella sono stati catturati da una telecamera di sorveglianza: un video, diffuso in esclusiva dal Tg1, mostra la studentessa di 22 anni mentre cammina seguita dal suo assassino Stefano Argentino, pochi attimi prima che lui la accoltellasse a morte in strada a Messina.

Gli ultimi minuti di Sara Campanella ripresi dalle telecamere di sorveglianza

Era uscita dal Policlinico di Messina dopo una lezione, Sara. Lui l’aspettava. Lo hanno visto, i carabinieri, nei video: si apposta, si muove attento. Segue la ragazza, la raggiunge, le parla. Discutono davanti a una pompa di benzina. Lei si allontana, lui accelera il passo, l’afferra da dietro. Il coltello fa il resto. Sara «tenta di divincolarsi – si legge nel provvedimento – per poi essere nuovamente raggiunta e quindi colpita. Riesce a percorrere pochi metri per poi accasciarsi nel luogo dove verrà rinvenuta».

La lama, affondata più volte al collo e alla scapola, non lascia scampo. Le urla, la corsa disperata, l’agonia sul marciapiede. I testimoni parlano di una ragazza «in evidente stato di sofferenza», che piangeva e implorava aiuto. «Subito dopo la stessa veniva raggiunta da un ragazzo… con un’arma da taglio in mano», racconta una giovane, ancora sotto choc. «Si allontanava senza scappare», aggiunge un altro testimone.

I pm: «Efferatezza e crudeltà. Nella fuga aiutato da soggetti terzi»

Argentino, dopo l’agguato, ha percorso 180 chilometri. Un viaggio silenzioso verso Noto, nella casa vacanza di famiglia, come fosse un rifugio già premeditato. Un b&b dove i carabinieri lo hanno trovato, rannicchiato tra mura che conosceva. Ad incastrarlo, le immagini e le parole delle amiche di Sara, che avevano già segnalato quelle attenzioni morbose. Era tutto scritto: messaggi, registrazioni vocali, racconti. «La molestava da tempo», ha detto con rabbia anche Giampiero Campanella, cugino della vittima. «Ha distrutto una famiglia».

E oggi i pm parlano chiaro: «Ha mostrato efferatezza e crudeltà». E ancora: «Si è dato agevolmente alla fuga potendo contare sull’appoggio di soggetti terzi». Gli inquirenti, dunque, sono convinti che ci sia chi ha aiutato Argentino. Chi, nelle immediatezze del fatto, gli ha indicato dove e come nascondersi. E vogliono i nomi.

L’avvocato rimette l’incarico

La famiglia del 26enne si era affidata all’avvocato Raffaele Leone. Ma il legale, dopo poche ore, ha rimesso l’incarico: «Una questione personale», si è limitato a spiegare. È stato comunque presente all’udienza di convalida del fermo, ma solo per garantire la procedura. Toccherà al giovane trovare un nuovo difensore. O gliene sarà assegnato uno d’ufficio.

Il ritratto di Argentino: «Solitario e riservato»

Lo descrivono come «solitario e riservato». A Noto, tra i vicoli che conoscono la sua infanzia, Stefano Argentino era uno che «se stava in una stanza, nessuno notava la sua presenza». Pochi amici, nessuna relazione, una vita spenta. Un’ombra. Ma per Sara, secondo quanto ricostruito, era una presenza costante, invadente, inquietante. «Importunava la vittima con cadenza regolare», scrivono i pm. «Non si fermava neppure di fronte al suo rifiuto». Un giorno, addirittura, un’amica dovette intervenire per allontanarlo, dentro l’università, «perché voleva sapere perché lei non gli sorrideva più».

Il grido della madre: “Bisogna sempre parlare per denunciare, fatelo per Sara”

«Sara non parla più, non ride più, è fredda… non c’è più il nostro sole», ha scritto Maria Concetta Zaccaria, la madre di Sara, in un post. «E tu sei la mia cometa… girando per l’universo te ne vai». Aveva grandi sogni, Sara. Voleva laurearsi in oncologia, specializzarsi, diventare medico legale. «E invece l’autopsia la faranno a te, amore della mia vita». 

La voce della madre è diventata anche appello. «Bisogna sempre parlare per denunciare!!! Aiutatemi a dare voce a Sara». Una voce che adesso è di tutti. Una fiaccolata si terrà domani sera alle 19.30 all’Università di Messina. Le strade sono già piene di fiori e rabbia. «Per Sara», gridano in tanti scesi per le strade del messinese. Anche la madre di un’altra vittima, uccisa in quella stessa città, si è unita al dolore.

Sara Campanella: un’altra giovane vita spezzata per un rifiuto

«Ciao amore mio! Tutto questo non doveva succedere… proprio a noi due no, non lo posso accettare». È il dolore di Antonino Fricano, fidanzato di Sara Campanella, che l’ha voluto dire al mondo attraverso i social: «Mi è stato tolto un pezzo del mio cuore… la mia bambina».

«Amate come se fosse l’ultimo giorno e baciatevi come se fosse l’ultimo…», ha scritto il fidanzato di Sara su Instagram. «Tenetevi stretto chi vi ama. La vita può cambiare in un batter d’occhio». Per loro è cambiata per sempre.

 

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di Demetra Orsi - 2 Aprile 2025