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La Procuratrice generale Usa chiede la pena di morte per Luigi Mangione: “Omicidio a sangue freddo”

Accuse di terrorismo

La Procuratrice generale Usa chiede la pena di morte per Luigi Mangione: “Omicidio a sangue freddo”

Il 26enne italo-americano è accusato di aver ucciso il ceo di United Healthcare Brian Thompson. Lo Stato di New York ha dismesso la pena di morte nel 2004, ma ci sono casi eccezionali in cui può essere ancora applicata

Cronaca - di Gabriele Caramelli - 2 Aprile 2025 alle 14:48

Luigi Mangione, il 26enne italo-americano accusato di aver ucciso il ceo di United Healthcare Brian Thompson, rischia di pagare con la vita l’omicidio commesso l’anno scorso a New York. La procuratrice generale degli Usa, Pam Bondi, ha infatti affermato di aver ordinato ai procuratori federali di richiedere la pena di morte per il giovane. Inoltre, già dopo il suo arresto a dicembre, il ragazzo era stato indagato per omicidio e stalking mentre la procura di New York l’ha successivamente accusato di omicidio di primo grado con finalità di terrorismo. Nonostante le gravi accuse ricevute, Mangione si è sempre dichiarato innocente.

Bondi e la pena di morte per Mangione: “La sua azione ha scioccato l’America”

Bondi ha spiegato che la decisione di chiedere la pena capitale per Mangione rientra nell’«agenda del Presidente Trump per fermare il crimine violento e rendere l’America di nuovo sicura». «L’omicidio di Brian Thompson, un uomo innocente e padre di due bambini, è stato un’esecuzione premeditata e a sangue freddo che ha scioccato l’America», ha poi aggiunto. Invece, il team legale di Mangione ritiene che il dipartimento di Giustizia «senza legge» stia provando ad uccidere il presunto assassino di Thompson per motivi «politici».

L’imputato potrebbe evitare la pena capitale?

I procuratori federali non possono ignorare la richiesta di Bondi, anche se lo Stato di New York ha dismesso la pena di morte nel 2004. Esistono infatti casi eccezionali in cui può essere ancora utilizzata: ad esempio, possono convincere la giuria a firmare una petizione unanime per consentire l’applicazione del verdetto estremo. Nel 2023 si è verificata l’ultima richiesta dell’applicazione di una pena capitale da parte dei federali di Manhattan contro il terrorista Sayfullo Saipov che, ispirato dall’indottrinamento islamista dell’Isis, aveva travolto e ucciso otto civili sulla West Side Highway. Nel caso dell’attentatore uzbeko, i giurati non sono riusciti a raggiungere un consenso per condannarlo a morte, ma in compenso sono riusciti ad infliggergli otto ergastoli. Qualora non dovesse realizzarsi l’ipotesi della pena di morte, secondo il New York post, Mangione rischierebbe comunque l’ergastolo se il tribunale statale dovesse riconoscerlo colpevole di un omicidio aggravato dall’accusa di terrorismo.

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di Gabriele Caramelli - 2 Aprile 2025