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La Russa in visita da Sgarbi al Gemelli

Gesto umano oltre la politica

La Russa visita Sgarbi al Gemelli: ha gli occhi stanchi, ma non smetterà mai di vedere la bellezza, neanche nei momenti bui

Il presidente del Senato ha incontrato il critico nell'ospedale romano dove è ricoverato da giorni. Le sue parole riaccendono la speranza: «I medici mi hanno detto che sta migliorando»

Cronaca - di Bianca Conte - 5 Aprile 2025 alle 13:43

L’assenza di Sgarbi, prigioniero di una bolla di dolore e di silenzio, si fa sentire netta e chiara più che mai: il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha aperto un varco in quello spazio di impenetrabilità e sofferenza, andando a fare visita al critico al Policlinico Gemelli dove è ricoverato da giorni e giorni. Intanto, i teatri in cui ha portato, con lezioni magistrali, l’arte dei maestri di ieri e di sempre, declinandone linguaggi estetici e messaggi meta-artistici a platee di curiosi e appassionati, divulgando una materia spesso considerata appannaggio di addetti ai lavori o esclusivi cultori di nicchia, e che lui ha contribuito a sdoganare introducendo ai segreti e ai misteri di un mondo irrinunciabile e di suggestioni intramontabili, aggiornano cartelloni e appuntamenti in vista della sua momentanea lontananza dalla scena.

La visita di La Russa a Sgarbi ricoverato al Gemelli

Aule parlamentari, tv, social, accusano in queste settimane la mancanza di un mattatore. Così, amici e conoscenti non possono far altro che seguire a distanza questo momento di malessere di Sgarbi, sceso negli inferi di un male oscuro da cui solo ora, dopo lunghi mesi, sembra intravedersi all’orizzonte uno spiraglio di luce. Con il critico e politico che in qualche modo replica agli appelli di amici e colleghi a reagire, ai messaggi di affetto e di stima piovuti a profusione da ogni dove al suo indirizzo: quello di un uomo e di un uomo in prima linea sempre, che ha fatto di passione e combattività le sue cifre distintive.

Un incontro lontano dai riflettori dal profondo significato simbolico

Ce lo conferma, in qualche modo, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha fatto visita a Vittorio Sgarbi, ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma dallo scorso 24 marzo. Un incontro di cui è trapelato qualche incoraggiante scorcio da fonti di Palazzo Madama. Anche qui, dunque, una visita silenziosa, lontana dai riflettori, ma dal forte valore simbolico. Il presidente del Senato Ignazio La Russa si è recato presso la struttura ospedaliera romana per fare visita all’amico, al critico d’arte, al combattivo parlamentare, all’uomo di cultura che dalle aule istituzionali e dalle stanze di primo cittadino, ha saputo dare il suo contributo con quei guizzi e quell’irriverenza che solo la depressione hanno potuto arginare: per il momento.

La Russa va da Sgarbi: «Non è stata una visita politica»

Un gesto, quello della visita di La Russa a Sgarbi, che ha colpito molti per la sua discrezione e per il legame personale che sembra emergere dietro le apparenze istituzionali. Il critico, figura nota nel mondo culturale e televisivo italiano, è da tempo al centro del dibattito pubblico non solo per il suo lavoro, ma anche per le sue recenti vicende personali, che ne hanno messo in luce il lato più fragile e umano. La Russa, che con lui ha condiviso in passato molte battaglie socio-culturali, politiche, e momenti di confronto, ha deciso di fargli visita in forma privata, accompagnato solo da un collaboratore.

«So che non smetterai mai di vedere la bellezza, neanche nei momenti più bui»

«Non è stata una visita politica», ha dichiarato La Russa ai giornalisti che lo hanno intercettato all’uscita, «ma un atto dovuto nei confronti di una persona che conosco da anni. Con cui ho discusso, litigato, ma che ho sempre stimato. La depressione è una malattia seria e troppo spesso sottovalutata. Chi ci passa ha bisogno di sostegno, non di giudizi». E allora, chi in qualche modo era presente o ha avuto contezza dell’incontro, racconta di un momento commovente, fatto di poche parole e molti silenzi. La Russa avrebbe portato in dono un libro d’arte, commentando con affetto: «So che non smetterai mai di vedere la bellezza, neanche nei momenti più bui».

Un gesto di amicizia e solidarietà umana al di là della politica

Il gesto ha suscitato reazioni positive trasversali. Segno che, almeno in certi momenti, la solidarietà umana può superare le divisioni ideologiche. La depressione, malattia silenziosa ma devastante, colpisce ogni anno milioni di persone, spesso in modo invisibile. Quando a soffrirne è un personaggio pubblico, la pressione mediatica rischia di amplificare il dolore, anziché lenirlo. E allora, gesti come quello di La Russa, per quanto simbolici, contribuiscono a rompere il tabù che ancora circonda il tema della salute mentale. E ricordano che anche le figure più esposte, a volte, hanno solo bisogno di qualcuno che si sieda accanto a loro e dica: «Ci sono».

Sgarbi, piccoli accenni di miglioramento

E intanto, come scrive anche Il Giornale, Vittorio Sgarbi reagisce al dolore che lo attanaglia. «Negli ultimi giorni un pochino si è ripreso. È sempre ricoverato al Gemelli ma forse (forse) ha cominciato a progettare qualcosa»… Di più. Su quella intensa mezz’ora d’incontro, come riporta sempre il quotidiano milanese, La Russa ha raccontato: «Abbiamo parlato a lungo. Lui diceva poche parole, ma quelle giuste. Teneva bene il filo della discussione. Mi chiedi se era triste? Beh, sì, aveva l’aria malinconica però era sempre lui. Lo sguardo vagava un po’ nel vuoto, allora gli gridavo, come faccio io: Vittorio, guardami. Lui alzava gli occhi, erano occhi stanchi, ma erano sempre gli occhi di fuoco di Vittorio. Quelli non cambiano mai».

La Russa: le parole dei medici su Sgarbi  rincuorano…

E a riprova di ciò, il presidente del Senato ha anche sostenuto che i medici gli hanno detto che Sgarbi sta migliorando dopo che, nei giorni scorsi, il critico aveva sfiorato il fondo del malessere. Un male che è una bestia feroce, e che se ti prende ti divora: vuole annientarti. «Gli ho detto che abbiamo bisogno del suo aiuto, anche per un lavoro preciso che riguarda l’arte», racconta La Russa. E lui, ha proseguito il numero uno di Palazzo Madama, «mi ha guardato. E quando ti guarda capisci che bisogna fare di tutto per tirarlo fuori dal pozzo». Per trapparlo alla voracità di una belva come la depressione che prova a fagocitare l’anima di chi contagia. «Deve tornare al più presto ad essere la pantera di sempre», ha commentato La Russa, esprimendo un augurio che non possiamo che condividere…

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di Bianca Conte - 5 Aprile 2025