
Dati, non oroscopi
Lollobrigida: «I dazi al 20% sono alti, ma vanno evitati allarmismi: siamo pronti a tutelare le aziende»
Il ministro dell’Agricoltura: "L'Italia vuole rafforzare l'Ue nel negoziato con gli Usa, ma le trattative si possono coadiuvare con dialoghi bilaterali per aiutare a tutelare gli interessi nazionali"
«Da Paese esportatore i dazi ci preoccupano, il 20% è un dato importante ma aspettiamo di capire esattamente quali saranno gli effetti delle scelte dell’amministrazione americana». Francesco Lollobrigida sceglie con cura ogni parola ma non rinuncia a far ribadire con chiarezza la posizione dell’Italia. L’ora “X” è scattata: le tariffe americane contro l’Unione europea sono diventate ufficiali, e il ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, intervistato da Repubblica, dice la sua.
Niente sconti, ma niente guerre: “Evitare lo scontro con l’alleato Usa”
«In una trattativa i risultati si giudicano alla fine», afferma Lollobrigida. «Ora dobbiamo evitare una guerra commerciale che non è utile a nessuno», avverte. «Il nostro obiettivo – spiega – è collaborare con l’Unione europea e con i nostri alleati occidentali e strategici, come gli Usa, per trovare soluzioni che tutelino l’interesse nazionale italiano, europeo e americano».
Nessuna critica diretta alla Commissione, ma un invito nemmeno troppo implicito a fare presto e bene: «Non giudico quindi il modo di trattare, mi auguro che la presidente Ursula von der Leyen, in collaborazione con gli stati nazionali, si muova per raggiungere un accordo diplomatico a vantaggio di tutti».
Lollobrigida: “I dazi non sono una novità”
Nessuna sorpresa, nessuna illusione su un cambio di rotta. Alla domanda se si aspettasse una linea così dura dalla nuova amministrazione americana, Lollobrigida risponde senza giri di parole: «Ma non è questione di personaggio. Già con Biden si parlava di dazi, ricordo le discussioni con il segretario all’Agricoltura della passata amministrazione. Insomma, non mi pare una novità».
«L’atteggiamento muscolare di questa amministrazione americana era chiaro già dalla campagna elettorale e mi pare che la volontà popolare l’abbia premiato, alle presidenziali di novembre. Gli Stati Uniti sono una grande democrazia, noi dobbiamo rispettarla», puntualizza.
Italia con l’Ue, ma il dialogo bilaterale non è un tabù
Non manca, nell’analisi del ministro, una stoccata realista agli astrattismi europeisti: agire con Bruxelles, certo, ma senza rinunciare a fare la propria parte. «Non sono due cose incompatibili. La politica del commercio estero è una prerogativa della Commissione europea e l’Italia intende agire per rafforzare l’Ue in questo negoziato. Ma si possono coadiuvare le trattative anche con dialoghi bilaterali per aiutare a tutelare gli interessi nazionali, è una possibilità».
Dunque, se necessario, l’Italia si muoverà anche per conto proprio. Del resto, le priorità cambiano da Paese a Paese: «A noi interessa per esempio il comparto vinicolo, alcuni Stati del Nord possono attribuire maggiore importanza alla tutela delle foreste. Di sicuro, in questa ottica, per noi avere un buon rapporto con l’amministrazione Trump può essere positivo».
Nessun allarmismo, pronte contromisure
Sul piano interno, il governo si prepara. La premier Meloni ha parlato di “risposte adeguate”, e Lollobrigida conferma: «Mi auguro che non ci troveremo davanti a situazioni non sostenibili, ma se si arrivasse a una prevaricazione, abbiamo pronte alcune azioni per sostenere i settori colpiti da queste criticità».
Quali? Il ministro non entra nei dettagli, ma si concentra sull’approccio. Esorta a evitare allarmismi, ricordando che «il settore del vino ha toccato tutti i record in termini di valore in questo periodo» e che «abbiamo raggiunto il record nell’export». Aggiunge poi che, «se dovesse cambiare la situazione e il comparto avesse problemi, prevediamo aiuti». E rassicura: «Vale per tutti i settori che dovessero subire un’inversione di tendenza».
L’ultima parola: “Niente oroscopi, solo dati”
Chi si aspetta previsioni, troverà un ministro allergico alle speculazioni. Lollobrigida chiude con un richiamo al realismo: «Il governo fa l’interesse dell’Italia. Ma la politica seria si basa sull’analisi dei dati, non facciamo oroscopi».
«L’importante, ribadisco, è scongiurare una guerra commerciale: figuriamoci se è utile per l’Italia aprire un conflitto con un alleato strategico e con il nostro secondo mercato dopo quello dell’Unione europea», conclude.