
Tutti i profili
Mattarella nomina 29 alfieri della Repubblica: la gioventù italiana orgoglio della Nazione
"Una solidarietà moderna, dinamica e tecnologica": il capo dello Stato premia gli esempi di impegno civico e altruismo che ispirano il Paese
C’è un’Italia di giovani e giovanissimi che studia, crea, aiuta, inventa. Che non attende che sia qualcun altro a cambiare le cose, ma si rimbocca le maniche. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito la nomina a 29 giovani alfieri della Repubblica che nel 2024 si sono distinti per meriti scolastici, culturali, sportivi, scientifici e civici. A questi si aggiungono quattro targhe per azioni collettive, riconoscimento attribuito a iniziative nate dallo slancio corale di gruppi di ragazzi che hanno dato forma concreta ai valori di altruismo, rispetto e legalità.
Gli alfieri della Repubblica al Quirinale
Il tema che ha guidato la selezione di quest’anno è “Nuove vie per la solidarietà”. Un titolo che è anche una dichiarazione d’intenti: la solidarietà oggi non è più soltanto il gesto generoso del singolo, ma un movimento che si rinnova nei linguaggi, si affina con la tecnologia, si allarga con la sostenibilità. È, come ha sottolineato il Quirinale, «una solidarietà moderna che riflette uno spirito dinamico, creativo e tecnologico», in grado di «trasformare l’impegno del singolo in un movimento collettivo capace di generare profondi cambiamenti».
La poesia, il coraggio, l’ingegno: le storie che meritano di essere raccontate
Ogni nome, un tassello della Nazione. Ogni storia, una risposta concreta al cinismo diffuso. Maddalena Albiero, diciottenne di Bardolino, ha trovato nella poesia il mezzo per affrontare l’adolescenza, tramutando la fragilità in forza. «Attraverso la poesia è riuscita a trasformare l’insicurezza in determinazione».
Giada Baltieri, 17 anni, lotta contro una rara malattia genetica, l’osteogenesi imperfetta, senza mai rinunciare al sorriso. È diventata mascotte di una manifestazione podistica e testimone instancabile della disabilità nelle scuole.
C’è poi chi inventa software – come Niccolò Bartolacelli, 18 anni, che ha ideato Chroma per aiutare i dislessici a leggere la musica – e chi immagina strumenti di intelligenza artificiale per la diagnosi precoce del Parkinson, come Tommaso Caligari, diciannovenne piemontese che ha scelto di donare gratuitamente la propria invenzione. Angela Calise, di Caserta, ha fatto della resilienza il suo distintivo, affrontando il dolore familiare con una generosità che ha commosso chiunque l’abbia incontrata.
E ancora, Gabriele Ciancuto, 13 anni, da Amelia, è un “piccolo Piero Angela”: ha scritto due libri per spiegare la fisica ai bambini. Sara Cozzolino, 17 anni, campionessa di taekwondo, allena con dedizione piccoli atleti con disabilità. Francesco De Marco, 18 anni, ha salvato due anziani dalle onde. Giorgia Fabris, 15 anni, è un punto di riferimento per l’integrazione in un quartiere difficile. Samuel Massa, 16 anni, si è tuffato in mare per salvare un capriolo ferito.
Maria Letizia Mello ha scelto, durante la pandemia, di trascorrere le feste natalizie con gli anziani soli. Riccardo Folli Ruani, 14 anni, ha allestito in casa un museo marino per sensibilizzare alla tutela dell’ambiente. Beatrice Orlandi, 19 anni, accompagna con l’arpa i malati oncologici. Francesco Mazza trasmette i valori del judo ai più piccoli. Edoardo Levanja ha scelto di praticare baskin per sostenere una compagna disabile. Erik Kokoshi legge audiolibri alla sua vicina cieca. Camilla Aurora Fanelli allena detenuti con spirito rieducativo.
Dall’altruismo silenzioso all’innovazione sociale
Ci sono poi storie che restituiscono fiducia nella funzione pubblica e nell’intelligenza civica. Francesco Pratesi, 18 anni, ha ideato per la Croce rossa un sistema informatico che semplifica le procedure d’emergenza. Il presidente della Cri Rosario Valastro ha espresso il proprio plauso: «Con la nostra uniforme, con il nostro emblema, con la nostra umanità, hanno saputo distinguersi per il loro impegno verso il prossimo, con solidarietà e altruismo». E ancora: «Un onore che non deve fermare il loro e il nostro desiderio di aiutare chiunque ma spingerci tutti oltre, a guardare alle nuove fragilità».
Giulio Prodan, 17 anni, invece ha fondato ClassLab, portando la scienza nelle scuole con entusiasmo contagioso. Niccolò Ricci, 16 anni, ha salvato una collaboratrice scolastica soffocata da una merendina applicando la manovra di Heimlich. Martina Romiti, 19 anni, è una voce forte nella lotta alle mafie e nella promozione della legalità. Chiara Runfolo, 17 anni, è un punto di riferimento per le attività sociali nel quartiere Cep (Centro Espansione Periferica) di Palermo. Serena Simonato, 18 anni, gira per le strade di Monza e Milano per assistere i senzatetto. Diego Vergani, 15 anni, combatte una malattia aggressiva senza rinunciare alla musica.
L’Italia che si alza in piedi e agisce
Infine, c’è chi agisce per il bene della propria comunità, come Marta Virdis, ventenne di Villanova Monteleone, che ha mobilitato il suo paese per sostenere una bambina gravemente malata. O chi tra i più giovani, come Davide Zilli, 13 anni, ha progettato un sistema di allerta per il proprio impianto cocleare, ottenendo il primo premio in un contest internazionale.
A osservarli tutti, uno accanto all’altro, si comprende il senso profondo dell’iniziativa. Il Quirinale ricorda che questi figli del presente rappresentano «solo una parte di quel numero indefinito di giovani che si impegna e lavora alacremente nella vita quotidiana a nutrire quell’insieme di valori che costituisce l’elemento propulsivo fondamentale per la nostra società».