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Maxi blitz della polizia contro i maranza di Milano: 50 arresti per scippi e rapine

Maxi blitz contro la banda dei maranza terrore di Milano: 50 arresti per rapine e ricettazione (video)

Fermati dalla polizia giovani e giovanissimi di seconda generazione. La base logistica del capo dei ricettatori in una casa occupata. La refurtiva portata in Romania, anche nascosta nei calzini. Piantedosi: «La sicurezza non è un principio astratto, ma un impegno concreto quotidiano»

Cronaca - di Agnese Russo - 2 Aprile 2025 alle 17:56

Le bande di ragazzini nordafricani di seconda generazione, i cosiddetti maranza; la base logistica in un appartamento occupato; la sfacciataggine del costante via vai, a qualsiasi ora del giorno e delle notte, sotto casa del ricettatore rumeno. È uno spaccato dello sbando in cui versa Milano quello che emerge da un’importante operazione di polizia che ha sgominato un sistema ben rodato di scippi, rapine e traffico della refurtiva all’estero. L’operazione della squadra mobile ha portato all’arresto di 18 minori e al fermo di 32 maggiorenni, anche loro per lo più giovani, che rispondono a vario titolo di associazione per delinquere, ricettazione, riciclaggio e rapina. In particolare 41 sono stati gli arresti per rapina e 9 quelli per riciclaggio. Alcuni dei destinatari dei provvedimenti sono già detenuti.

Piantedosi: «La sicurezza non è un principio astratto, ma un impegno concreto»

«L’operazione condotta oggi a Milano, con lo smantellamento di un’intera rete criminale, è l’ennesima dimostrazione dell’impegno che le Forze di Polizia stanno profondendo nel contrasto alla delinquenza e all’illegalità sulle nostre strade», ha commentato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. «I 50 arrestati sono perlopiù giovani e giovanissimi, molti dei quali minorenni, di cosiddetta “seconda generazione”, spesso protagonisti di numerosi episodi di violenza. Un ringraziamento alle donne e agli uomini della Polizia di Stato e della Squadra Mobile di Milano per la determinazione e la professionalità con cui hanno portato a termine questa operazione. La sicurezza – ha concluso il ministro – non è un principio astratto, ma un impegno concreto che portiamo avanti ogni giorno». 

La scoperta della chat con il ricettatore “Nico”

Tutto è partito dalla rapina di un orologio di valore nel luglio 2024: sul telefono di uno degli autori, gli investigatori hanno trovato una chat Whatsapp con un certo “Nico” a cui il ragazzo aveva inviato la foto dell’orologio e che poi è risultato essere l’uomo rumeno che insieme alla sua famiglia avrebbe guidato l’associazione che si occupava di ricettare i gioielli rubati.

La base logistica in un appartamento occupato

Da lì i poliziotti sono arrivati a un appartamento occupato nelle case popolari di via Ricciarelli 24, in zona San Siro, considerato la base logistica dell’organizzazione: sul portone hanno trovato la scritta “Nico” che indicava la strada ai giovanissimi che sugli autobus e le metropolitane prendevano di mira i coetanei, rapinandoli, quasi sempre delle collanine d’oro che portavano al collo, anche in modo violento. Il via vai nell’atrio era costante: i ragazzi la sera stessa dei colpi o al massimo il giorno successivo, senza preavviso e a qualsiasi orario, arrivavano con la refurtiva, la cedevano ai ricettatori e, prima di lasciare il condominio, si dividevano tra loro i proventi in contanti.

La refurtiva portata in Romania nascosta nei calzini

Nello stabile di via Ricciarelli abitavano Nico e la moglie, incaricata di sovrintendere tutte le operazioni di trasferimento dei gioielli prima in casa dei suoceri in via Don Primo Mazzolari, alla periferia sud di Milano, e poi in Romania. Nella casa di via Ricciarelli i poliziotti hanno trovato dei bilancini di precisione, presumibilmente utilizzati per pesare l’oro. Nell’appartamento di via Don Primo Mazzolari, invece, erano custodite alcune delle collanine rubate, non ancora portate in Romania, e del denaro contante. Due i viaggi documentati dagli investigatori nei mesi di indagini, coordinate dalla Procura di Milano e dalla Procura per i minorenni. In un caso le collanine erano state stipate in quattro calzini, per un totale di 3 chili e mezzo d’oro.

Ragazzini e turisti: le vittime preferite dei maranza

Con appostamenti, pedinamenti, visione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza e intercettazioni, i poliziotti tra agosto e dicembre 2024 sono riusciti a documentare 26 rapine, per lo più avvenute sugli autobus, nelle banchine delle metropolitane o all’interno dei convogli. I responsabili sono per la maggior parte giovanissimi egiziani e marocchini. Così come giovani sono le vittime, sia italiane che straniere, tra studenti e turisti a Milano solo in vacanza. Solo in un caso la vittima è stata un’anziana, aggredita e rapinata da un quarantenne nell’androne di casa.

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di Agnese Russo - 2 Aprile 2025