
Veleno, la tassa dei dem
Meloni al Tg1 zittisce e smaschera la sinistra col dito puntato: “Nessuna catastrofe dazi. L’opposizione? Solo critiche e zero proposte”
La premier mette a tacere avversari e detrattori: nessuna catastrofe, basta allarmismo. Dal "campo sfatto" di Pd e grillini solo critiche sterili e nessuna proposta concreta
Dazi, Giorgia Meloni, ancora una volta, smonta la narrazione apocalittica della sinistra e riporta il dibattito sui binari della realtà. Nell’intervista al Tg1, la premier ha chiarito che non c’è nessun motivo di allarmismo e ha ribadito che il governo sta lavorando con pragmatismo, coesione e lucidità operativa per difendere l’economia italiana. Dall’altra parte invece – ossia dai banchi disallineati dell’opposizione, uniti esclusivamente sul fronte degli attacchi all’esecutivo – solo il solito disco rotto della sinistra: critiche sterili, recriminazioni a prescindere, e zero soluzioni concrete. Un copione già visto, che conferma come la strategia del campo sfatto sia più interessata a cavalcare polemiche mediatiche che a proporre alternative valide per il Paese.
Meloni mette a tacere la sinistra: nessuna catastrofe sui dazi, basta allarmismo
E allora analizziamo la situazione, a partire dai fatti che la narrazione della sinistra vorrebbe mistificare declinandola meramente a una questione di polemica interna all’Aula. «Penso che la scelta degli Stati Uniti di imporre i dazi sia una scelta sbagliata. E penso che sia una scelta che non favorisce né l’economia europea né quella americana. Ma penso anche che non dobbiamo alimentare l’allarmismo che sto sentendo in queste ore. Il mercato degli Stati Uniti è un mercato importante per le esportazioni italiane, vale alla fine il 10% del complessivo delle nostre esportazioni e noi non smetteremo di esportare negli Stati Uniti», chiarisce la premier Giorgia Meloni al Tg1, al di là di quanto sventolato da gufi e cassandre dem in queste ore.
Dalla sinistra solo critiche senza proposte
E ancora. «I dazi americani rappresentano un altro problema che dobbiamo risolvere. Ma non è la catastrofe che alcuni stanno raccontando», sottolinea la Meloni nell’intervista al Tg1, sbugiardando e silenziando un’opposizione prodiga di recriminazioni e accuse e avida di proposte concrete, consigli utili, anche solo generici suggerimenti… Tanto che sempre sulla questione dazi la Meloni ai microfoni del Tg1 aggiunge e sottolinea:
Dazi, Meloni: «La settimana prossima confronto con categorie produttive per cercare soluzioni»
«Noi stiamo facendo uno studio sull’impatto reale che la scelta dei dazi ha settore per settore. Ci confronteremo la settimana prossima con i rappresentanti delle categorie produttive per cercare le soluzioni migliori». E le opposizioni intanto? «Fanno il loro lavoro, però da loro attualmente non è arrivata neanche una proposta», punge la presidente del Consiglio.
Meloni, «rispondere con altri dazi non è la scelta migliore»
Che poi, tornando a questioni e temi decisamente più istituzionali (e che non tengono conto della babilonia della sinistra e del bailamme alla stessa riconducibile) aggiunge e rilancia: «Bisogna ovviamente condividere le nostre proposte con i partner europei». E «qui sì, ci sono scelte che possono essere diverse: ad esempio, io non sono convinta che la scelta migliore sia quella di rispondere a dazi con altri dazi, perché l’impatto potrebbe essere maggiore sulla nostra economia rispetto a quello che accade fuori dai nostri confini. E – rileva sul tema – bisogna aprire una discussione franca nel merito con gli americani con l’obiettivo dal mio punto di vista di arrivare a rimuovere i dazi, non a moltiplicarli».
La necessità di condividere le proposte con i partner Ue
Sul punto, allora, la premier ha invitato l’Europa a rimuovere i dazi che «si è autoimposta». «Cito le regole ideologiche non condivisibili sul settore dell’automotive del Green deal. L’automotive oggi è colpito dai dazi. E cito l’energia che è un fattore di competitività sul quale dobbiamo avere molto più coraggio». E ancora: «Cito la semplificazione perché siamo soffocati dalle regole: e cito il patto di stabilità. Forse una revisione del patto di stabilità a questo punto sarebbe necessaria. Queste sono le proposte che l’Italia porterà in Europa. Ed è possibile che non siano perfettamente sovrapponibili con i partner. Ma abbiamo il dovere di farlo». La sinistra prenda nota. Ascolti e, per una volta, eviti sterili dissertazioni avulse da proposte operative…