
No agli allarmismi
Meloni: «I dazi sono un problema da risolvere, non una catastrofe. L’Europa li usi per fare passi avanti»
Il premier ribalta il punto di vista: l'Ue non deve inseguire Trump, ma percorrere la sua strada, ragionando su come rimuovere gli ostacoli alla competitività, a partire da Green deal, Patto di stabilità ed energia
Perseguire con convinzione la strada del dialogo per evitare una guerra commerciale a suon di dazi e controdazi non è «una speranza, ma la cosa giusta da fare». Giorgia Meloni lo ha ribadito da Ortona, in Abruzzo, a margine della visita, insieme al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, alla nave scuola Amerigo Vespucci, tornata in Italia per la sua quarta tappa nel Mediterraneo, dopo aver toccato 35 porti nei 5 continenti. «Non è questione di speranza. Io credo che sia quello che va fatto. Per l’interesse nostro e della nostra economia, per l’interesse europeo e occidentale e quindi perseguo quello che ritengo sia più giusto», ha risposto Meloni ai cronisti che le chiedevano se sperasse ancora nella via del confronto sui dazi, ribadendo anche in questo frangente quello che è un suo “mantra”: fare delle crisi un’opportunità.
Meloni: «I dazi sono un problema da risolvere, non la catastrofe che sento dire»
Meloni non ha nascosto, come non ha mai fatto, di essere «ovviamente preoccupata» per i dazi, che rappresentano «un problema da risolvere», ma non «la catastrofe che sto ascoltando in questi giorni». La prossima settimana il governo incontrerà i rappresentanti delle categorie produttive per cercare soluzioni «a livello italiano ed europeo». Il premier ha avvertito che bisogna guardarsi dall’«allarmismo che stiamo vedendo in queste ore». Gli Stati Uniti sono «un mercato importante, che vale circa il 10% del nostro export. Non smetteremo – ha chiarito – di esportare negli Usa».
«Gli Usa sono un mercato importante, non smetteremo di esportare lì»
Nel suo ragionamento Meloni ha ricordato che ci sono diverse azioni che si possono intraprendere a livello nazionale e ancor più a livello europeo per evitare di subire le scelte americane e, insieme, di innescare quella paventata guerra commerciale che non giova a nessuno. Sostanzialmente, è la linea che emerge dalle sue parole, bisogna che l’Europa si faccia padrona del proprio destino, perseguendo una propria strada e non inseguendo quella aperta dall’altra parte dell’Oceano. È quello che l’Italia è fermamente decisa a fare e a sollecitare e a cui si sta preparando non da ieri, ma «da mesi», come chiarito anche dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
La sferzata all’Ue: «Si possono fare alcune cose molto importanti»
Dunque, «ma quale sfilarsi», ha risposto Meloni ai cronisti che le chiedevano se il governo intenda non partecipare a una iniziativa europea. Semmai, il tema è di dare un contributo incisivo affinché l’Ue dia la risposta più pragmatica possibile e faccia proprio il mantra italiano della crisi e delle opportunità. «In questo momento noi possiamo intanto fare alcune cose a livello europeo che sono molto importanti perché, se abbiamo una difficoltà, quella difficoltà deve portarci a lavorare sulla competitività del nostro sistema produttivo, della nostra industria, delle nostre aziende», ha spiegato il presidente del Consiglio.
Green deal, Patto di stabilità, energia: l’Europa deve giocare le sue carte
Green deal, Patto di stabilità, energia sono tutti settori su cui l’Ue può agire rispetto a se stessa, abbattendo paletti ed eccesso di regole e rigidità che si è data e che, secondo la definizione che ha coniato Mario Draghi, funzionano come “dazi autoimposti”. «Sappiamo che l’automotive oggi è un settore colpito dai dazi in maniera importante, quindi forse dovremmo ragionare di sospendere le norme del Green deal relative al settore dell’automotive», ha detto il premier, ricordando che si può agire anche sul Patto di stabilità. «C’è un tema aperto: c’è una norma che si chiama clausola generale di salvaguardia, che prevede una sospensione, una deroga. Forse dovremmo ragionare di quello, o di fare una valutazione ulteriore su come è stato indicato il Patto di stabilità», ha chiarito Meloni, per la quale poi «c’è una materia energetica che è fondamentale. La riforma del mercato elettrico, per esempio è una cosa importante, ma bisogna accelerare. Sull’energia forse bisogna essere un po’ più decisi e coraggiosi».
Il mantra del premier: «Ragioniamo su come trasformare la difficoltà dei dazi in opportunità»
«Ragioniamo, intanto, anche su che cosa noi possiamo fare sfruttando una difficoltà per farla diventare anche un modo per fare passi avanti importanti in una fase che lo richiede», ha concluso Meloni, ribadendo che bisogna intavolare una «trattativa con gli Usa» che punti «a rimuovere tutti i dazi, non a moltiplicarli». Dopodiché, ha concluso, le trattative «si fanno in due».