
Meloni: «I dazi sono una misura sbagliata. Cercheremo un accordo». Annullati gli impegni di oggi per lavorare sul dossier
Anche Ursula von der Leyen ribadisce la via del dialogo resta aperta, mentre si preparano le contromisure: «Siamo in una tempesta, ma l'Europa ha tutto ciò che serve per superarla»
Una misura «sbagliata», rispetto alla quale bisogna ancora lavorare per cercare di «scongiurare una guerra commerciale». Dopo il discorso con cui Donald Trump ha annunciato formalmente l’introduzione dei dazi a livello globale, e fissati al 20% per l’Ue, Giorgia Meloni ha ribadito la linea del governo italiano sui propri social. «L’introduzione da parte degli Usa di dazi verso l’Unione Europea è una misura che considero sbagliata e che non conviene a nessuna delle parti. Faremo tutto quello che possiamo per lavorare a un accordo con gli Stati Uniti, con l’obiettivo di scongiurare una guerra commerciale che inevitabilmente indebolirebbe l’Occidente a favore di altri attori globali». «In ogni caso, come sempre agiremo nell’interesse dell’Italia e della sua economia, anche confrontandoci con gli altri partner europei», ha concluso il premier, che, secondo quanto riferito da Palazzo Chigi, ha annullato tutti gli impegni previsti oggi in agenda, in modo da poter concentrare la propria attività sulle azioni da intraprendere in seguito all’introduzione dei dazi.
Meloni: «I dazi sono una misura sbagliata, lavoriamo a un accordo con gli Usa»
Oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani sarà a Bruxelles, dove incontrerà il commissario al Commercio Maros Sefcovic. «È necessaria una risposta basata su un approccio pragmatico, basato sul dialogo: serve un negoziato costruttivo, con la schiena dritta, che tenga conto delle preoccupazioni americane ma tuteli i sacrosanti interessi europei», ha scritto Tajani su X, ribadendo a sua volta che «il governo non lascerà indifeso il sistema produttivo italiano, lavoreremo alla diversificazione dei mercati di sbocco dei nostri prodotti, come indicato dal Piano d’azione per l’export». Grande attesa c’è anche per l’incontro tra Meloni e il vicepresidente Usa JD Vance, che ha chiesto di vedere il premier durante la sua visita in Italia dal 18 al 20 aprile.
Von der Leyen: «Se i negoziati falliscono, pronte le contromisure»
La volontà di negoziare, pur mentre si preparano le contromisure, è stata espressa anche dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, intervenuta all’alba di oggi da Samarcanda, dove si trova in missione. «Stiamo già ultimando il primo pacchetto di contromisure in risposta alle tariffe sull’acciaio e ora ci stiamo preparando per ulteriori contromisure per proteggere i nostri interessi e le nostre attività se i negoziati falliscono», ha detto von der Leyen, esprimendo «profondo rammarico» per la decisione Usa che è «un colpo all’economia globale». «Esiste un percorso alternativo: non è troppo tardi per affrontare le preoccupazioni attraverso i negoziati», ha aggiunto, sottolineando la ferma volontà di difendere gli «interessi» e i «valori» europei. «Il nostro Commissario al Commercio, Maros Sefcovic, è costantemente impegnato con i suoi omologhi statunitensi: lavoreremo per ridurre le barriere, non per aumentarle», ha precisato ancora.
«I dazi – ha aggiunto – colpiranno milioni di cittadini, le bollette aumenteranno, il pezzo dei farmaci aumenterà. Ne risentiranno aziende grandi e piccole. Siamo in una tempesta, ma la nostra unità è la nostra forza». «Abbiamo tutto ciò di cui c’è bisogno per superare la tempesta. Siamo in questa situazione insieme. Se colpisci uno di noi, colpisci tutti noi. Quindi resteremo uniti e ci difenderemo a vicenda», ha sottolineato la presidente della Commissione Ue, ricordando che l’Europa «ha il più grande mercato unico al mondo, 450 milioni di consumatori». Questo «è il nostro porto sicuro in tempi tumultuosi e l’Europa starà al fianco di coloro che sono direttamente colpiti».
L’apertura della presidente della Commissione a Trump
«Sono d’accordo con Trump sul fatto che altri approfittano ingiustamente delle regole attuali. E sono pronta a sostenere qualsiasi sforzo per rendere il sistema commerciale globale adatto alle realtà dell’economia globale», è stata l’apertura di von der Leyen, seguita però dalla precisazione sul fatto che «voglio anche essere chiara: ricorrere alle tariffe come primo e ultimo strumento non risolverà il problema».