
Il giorno della verità
Meloni sui dazi: «Evitare una guerra commerciale». Mattarella: «Sono un errore, l’Europa dia una risposta serena»
L'Italia pronta a difendere il proprio export, ma il governo è convinto che il muro contro muro non paghi: si punta su diversificazione dei mercati e sul rafforzamento della qualità. Domani a Bruxelles Tajani incontra il Commissario Ue al Commercio
«Resto convinta che si debba lavorare per scongiurare in tutti i modi possibili una guerra commerciale che non avvantaggerebbe nessuno, né gli Stati Uniti né l’Europa. Il che non esclude, se necessario, di dover anche immaginare risposte adeguate a difendere le nostre produzioni». Giorgia Meloni è tornata a ribadire la sua linea su come si debba rispondere ai dazi Usa nel giorno della loro entrata in vigore, ampiamente annunciata da Donald Trump per la data di oggi, 2 aprile, ribattezzata “Liberation day”. Per le 22 ore italiane, le 16 negli Usa, si attende un discorso del presidente Usa, con il dettaglio delle misure. Sul tema è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. I dazi rappresentano un «errore profondo», ha detto il Capo dello Stato, sottolineando che da parte europea «serve una risposta compatta, serena, determinata».
Meloni: «I dazi sarebbero un’ingiustizia anche per molti americani»
L’occasione per il premier di ribadire la necessità di una soluzione negoziale è stata la cerimonia di consegna del “Premio Maestro dell’arte della cucina italiana”, che si è tenuta nel cortile d’onore di Palazzo Chigi, alla presenza anche del ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida. «È evidente che l’introduzione di nuovi dazi avrebbe risvolti pesanti per i produttori italiani. Penso personalmente che sarebbe anche un’ingiustizia per molti americani perché limiterebbe la possibilità di acquistare e consumare le nostre eccellenze solo a chi ha la possibilità economica di spendere di più», ha aggiunto Meloni, ricordando che «la difesa del nostro agroalimentare è stata una priorità per questo governo fin dal suo insediamento», e ribadendo che continuerà a esserlo, anche di fronte allo scenario di dazi. «Bisogna ricordare – ha detto il premier – che gli Stati Uniti sono il secondo mercato di destinazione con un export che è salito nel 2024 del 17%. Quello statunitense chiaramente per noi è un mercato fondamentale».
Il valore economico e culturale dell’agroalimentare italiano
Meloni quindi si è soffermata sul valore economico del settore agroalimentare che «se consideriamo la filiera indotto, vale mediamente più di 600 miliardi di euro e che è in continua crescita anche sui mercati internazionali», ma ha voluto anche ricordare che «l’enogastronomia italiana è un’arte capace di raccontare la nostra cultura, il nostro modo di vivere ma soprattutto di esprimere la nostra identità nazionale in quella che è la sua varietà e la sua complessità e quindi il bello della nostra identità». «Questa è anche la ragione per la quale abbiamo candidato la cucina italiana, la più apprezzata al mondo, a patrimonio immateriale dell’Unesco per tutto quello che rappresenta in termini di cultura, di storia», ha proseguito Meloni, spiegando che il governo ha voluto premiare i “maestri dell’arte della cucina italiana” con un riconoscimento che prima non esisteva «per il servizio che rendono alla nostra Nazione». Sono «simboli, patrioti, ambasciatori», ha detto ancora Meloni, aggiungendo che «con il loro esempio ci raccontano cosa sia l’orgoglio di essere italiani».
Lollobrigida: «Il governo italiano pronto ad affrontare le eventuali criticità»
Anche Lollobrigida ha ribadito che di fronte ai dazi «il governo italiano farà comunque di tutto per essere vicino nel caso di eventuali criticità che dovesse subire il settore». «Vedremo quello che accade, l’Italia è un sistema forte siamo consapevoli, oltre che orgogliosi, del nostro sistema imprenditoriale che ha superato fasi difficili. Auspichiamo ovviamente, che non ci troveremo di fronte a situazioni non sostenibili», ha proseguito il ministro, chiarendo che «nel frattempo lavoriamo per rafforzare il nostro modello basato sulla qualità che, per molti settori, per i compratori in tutto il mondo è irrinunciabile. Quindi, non è questione di prezzo delle volte ma di capacità di restare competitivi ed è anche il motivo per cui abbiamo valorizzato queste capacità delle persone, ad esempio che sono diventati oggi maestri, di saper raccontare quello che vale il prodotto italiano e la sua non possibilità di essere replicato da chiunque».
Tajani: «Serve un approccio pragmatico e dialogante, mantenendo sempre la schiena dritta»
Durante il Question time alla Camera, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato che «in questa fase dobbiamo avere un approccio pragmatico e dialogante, mantenendo sempre la schiena dritta. Giusto riflettere dopo le decisioni americane, ma poi se sarà necessario dovremo a livello europeo avere una decisione che comporti delle reazioni». «Con la presidente del Consiglio siamo in costante contatto con la Commissione europea, il presidente Meloni sente regolarmente anche su queste questioni la presidente Von Der Leyen. Domani a Bruxelles, dove parteciperò al vertice dei ministri degli Esteri della Nato, il mio primo impegno sarà un incontro con il commissario al Commercio Sefcovic e lunedì sarò a Lussemburgo per il consiglio Commercio», ha aggiunto Tajani.