CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Non c’è dazio che tenga, il 47% degli americani comprerà ancora i nostri prodotti: il sondaggio

Niente catastrofismi

Non c’è dazio che tenga, il 47% degli americani comprerà ancora i nostri prodotti: il sondaggio

Il 16% degli intervistati, per esempio,  ha fatto sapere di essere disposto a pagare anche di più per acquistare prodotti alimentari italiani, garanzia di qualità e tutela della salute

Politica - di Gabriele Alberti - 4 Aprile 2025 alle 09:07

Tempo di dazi, tempo di sondaggi. Secondo una ricerca, condotta in questi giorni negli Stati Uniti da YouGov per Centromarca, circa la metà dei consumatori americani utilizza prodotti  italiani: il 14% lo fa ogni settimana, il 25% mensilmente. Tra i prodotti usati abitualmente, nelle prime cinque posizioni troviamo pasta (50% di citazioni), seguita da olio di oliva (46%), formaggi (38%), salse (37%) e vino (33%). Cosa succederà ora con il nuovo ordine trumpiano che sta prendendo forma? Vittorio Cino, responsabile dell’istituto di ricerca dà delle coordinate significative: «Abbiamo avviato un’indagine rapida per misurare l’impatto che i dazi americani avranno sull’industria di marca e fornire dati utili in sede nazionale ed europea».

Dunque, in base alle abitudini dei consumatori,  stando a quanto dichiarato dagli statunitensi, il 47% manterrebbe la quantità di prodotti italiani acquistati in caso di aumento dei dazi. Al contrario, il 30% ridurrebbe le quantità acquistate. Le risposte sono a macchia di leopardo. Il 16% degli intervistati, per esempio,  ha fatto sapere di essere disposto a pagare anche di più per acquistare prodotti alimentari italiani.

Dazi, i prodotti italiani a cui gli americani non rinunciano

Passando ai singoli prodotti, sul capitolo riguardante il prodotto italiano più amato, il 50% degli americani cita la pasta. Subito dopo, a poca distanza, un’altra eccellenza del nostro Paese: l’olio d’oliva con il 46% delle citazioni. Più staccati, formaggi (38%), salse (37%) e vino (33%). Al netto de3lle ripercussioni sui singoli mercati, conforta che nella dialettica catastrofisti- ottimisti prevalga l’equilibrio. L’amore del consumatore statunitense verso le nostre produzioni è testimoniato dal fatto che, per il 54% degli intervistati, acquistare un prodotto alimentare di marca italiana è sinonimo di bontà. Per il 49% significa scegliere alimenti prodotti con materie prime di qualità, mentre per il 36% è certezza di sicurezza e tutela della salute, rileva la ricerca.

Serve una risposta serena, compatta e determinata

La scelta statunitense – che il governo italiano reputa sbagliata e da affropntare con diplomazia e pragmatismo- “crea una discontinuità – rileva Vittorio Cino- nel mercato globale e ci vorrà tempo e un’attività diplomatica di vasta portata per recuperarla». Per cui lL’appello di Centromarca riprende quanto detto dal presidente della Repubblica: «Facciamo nostre le considerazioni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, quando chiede una risposta europea serena, compatta e determinata. Auspichiamo che l’Unione vari un’attività di negoziazione a tutto campo per tutelare gli interessi sociali ed economici della popolazione e delle imprese». I catastrofismi, i controdazi e le reazioni di pancia non porteranno da nessuna parte.

Domani 3mila operatori del vino statuniotensi a Vinitaly

L’Italia può fare da ponte strategico con Washington. Da domani ci sarà un momento della verità: avremo in Veneto, a Vinitaly, arriveranno 3 mila operatori del vino statunitensi. Sarà un primo momento importante di confronto diretto, per tastare il polso ai mercati”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Gabriele Alberti - 4 Aprile 2025