
Femminicidi
Nordio: “Alcune etnie non hanno la stessa sensibilità verso le donne”. Il Pd impazzisce, ma dimentica cosa disse Amato…
L'osservazione del ministro è coerente con quanto ci raccontano drammaticamente le cronache e alcune sentenze choc. Eppure la sinistra insorge, accusa il guardasigilli di razzismo. Chiama in causa il manifesto della razza, follia pura. Ricordi cosa disse Giuliano Amato a proposito dei "siculo-pakistani"...
“Giustizia tra riforme e prospettive”‘ è il nocciolo del convegno che si sta svolgendo presso la Camera penale di Salerno, dove è intervenuto il ministro Carlo Nordio. Il discorso ha tocccato un tema drammatico quello dei femminicidi che si inquatra in giornate tragiche, con i casi di Messina e di Roma, dove sono state uccise sue giovani donne. Ragiona il ministro della Giustizia: i femminicidi “si radicano probabilmente nell’assoluta mancanza non solo di educazione civica ma anche di rispetto verso le persone. Soprattutto per quanto riguarda giovani e adulti di etnie che magari non hanno la nostra sensibilità verso le donne”. Un’osservazione coerente con quanto ci raccontano troppo spesso le cronache. “È illusorio – ha proseguito Nordio – che l’intervento penale, che già esiste e deve essere mantenuto per affermare l’autorità dello Stato, possa risolvere la situazione. Purtroppo – ha aggiunto – il legislatore e la magistratura possono arrivare entro certi limiti a reprimere questi fatti”.
Il Pd dà a Nordio del razzista
Apriti cielo, scatta la grancassa delle isterie sinistre che si ostinano a negare la realtà. A capeggiarle la capogruppo del Pd alla Camera Chiara Braga: “Le parole di Nordio, secondo il quale alcune etnie hanno sensibilità diverse sulle donne, sono inaccettabili. Purtroppo la maggior parte dei femminicidi viene commesso in casa da uomini che odiano le donne dicendo di amarle. Quello di Nordio è un razzismo strisciante che emerge in tutto il suo fulgore, fuori luogo e fuori tempo: a quando il manifesto della razza? Sarebbe gravissimo se la Premier Meloni non prendesse le distanze da tali affermazioni”.
Il gusto di fare cagnara tracima addirittura al manifesto della razza. La tragicità per il Pd risiede nelle parole di Nordio e non nell’orrore dei casi che ci troviamo a commentare da troppo tempo. Nordio diventa l’espressione del peggior razzismo, quando in realtà è ben chiaro che la riflessione specifica si riferiva a quei casi di omicidi commessi da stranieri. Se poi bisogna per forza prendersela con il linguaggio del ministro Nordio e fare filologia, allora ricordiamo alla Braga e alle colleghe dem per correttezza cosa disse Giuliano Amato quando era ministro dell’Interno.
Giuliano Amato e la “tradizione siculo-pakistana”
Correva l’anno 11 luglio 2007: “Nessun Dio autorizza un uomo a picchiare la donna. E’ una tradizione siculo-pakistana che vuole far credere il contrario”. Fino agli anni ’70 si trovavano in Sicilia tradizioni non molto distanti da quelle che ora in Italia sono importate da alcuni gruppi musulmani. “Dobbiamo evitare di imputare a Dio – ha ribadito Amato – ciò che è da imputare invece agli uomini”. L’allora ministro dell’Interno condannava duramente gli atteggiamenti maschilisti e lo fece in un intervento in un convegno a Roma su Islam e integrazione. Ad arrabbiarsi di brutto furono i siciliani. Picchiare la donna è una tradizione che appartiene anche al Sud d’Italia e che, purtroppo, si ripresenta con alcuni gruppi di nuovi immigrati, una situazione intollerabile per Amato per il quale l’integrazione “passa anche di qua: attribuire alla tradizione ciò che appartiene alla tradizione che non vuol dire negare Dio” ma “l’io” che domina negli atteggiamenti patriarcali e maschilisti. Questo era il suo pensiero.
La sinistra dimentica Saman
Al di fuori degli isterismi della sinistra va evidenziato che la frase pronunciata dal ministro della Giustizia Carlo Nordio a Salerno è una realtà consolidata anche da alcune recenti sentenze della magistratura. Poi se si vuole fare polemica per forza… Ricordiamo per tutti il caso Saman, archetipo dei tanti omicidi «religiosi» che hanno visto tante ragazze islamiche punite o ammazzate dai loro familiari perché volevano vivere all’occidentale. In alcune sentenze, poi- una a Brescia- la magistratura inquirente ha chiesto l’assoluzione di un marito violento del Bangladesh per un «fattore culturale» che la stessa moglie aveva accettato, sposandosi con lui. Nel settembre 2023 uscì la sentenza choc: se sei islamico puoi menare la moglie…