
Nuove meraviglie
Pompei regala un’altra “perla”: il rilievo di una coppia a grandezza naturale emerge da una tomba a Porta Sarno
L’area archeologica di Pompei continua a regalare tesori inaspettati e perle di grande valore. Era il 25 febbraio quando gli archeologi rinvennero un grande affresco, una megalografia nel linguaggio tecnico, a tema dionisiaco. Il direttore del Parco Archeologico, Gabriel Zuchtriegel, ne dette immediata notizia al ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Ora ancora nuove meraviglie: un rilievo funebre di una coppia, uomo e donna – a dimensioni quasi reali – pertinente a una tomba monumentale presso la necropoli di Porta Sarno. E’ affiorato nel corso di uno scavo archeologico, nell’ambito del progetto di ricerca ‘Investigating the Archaeology of Death in Pompeii’ condotto dall’Universitat de València; in collaborazione con il Parco archeologico (direzione scientifica Llorenç Alapont).
“Essere donna nell’antica Pompei”
Come oltre un mese fa, a darne notizia è lo stesso Parco Archeologico in una nota. Nella quale sottolinea che le due sculture ad alto rilievo sono state trasferite presso la Palestra grande degli scavi per avviarne il restauro. Questa nuova straordinaria scoperta – riporta nel servizio l’Adnkronos- sarà esposta con grande spicco in una sezione della mostra ‘Essere donna nell’antica Pompei‘ che si inaugurerà il 16 aprile prossimo. I visitatori potranno contestualmente osservare i delicati interventi del restauro, che sarà condotto in tempo reale durante la mostra.
L’area indagata ha una lunga storia. Scavata negli anni ‘90 per la costruzione del doppio binario della Circumvesuviana, gli scavi del 1998 avevano già registrato la presenza di oltre 50 sepolture a cremazione, segnate da stele e da un monumento funerario ad arco. Le indagini recenti hanno portato alla luce una tomba monumentale costituita da un ampio muro con diverse nicchie sormontate da un rilievo di una figura femminile e una maschile: forse una coppia di sposi. Il simbolismo degli accessori scolpiti della donna potrebbe identificarla come una sacerdotessa di Cerere. La qualità dell’intaglio nelle sculture e le loro caratteristiche arcaiche suggeriscono una datazione al periodo tardo repubblicano.
“Questa campagna è un’occasione preziosa per ampliare le ricerche e le attività di valorizzazione nell’area fuori le mura di Pompei – sottolinea il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel –. Grazie alla collaborazione con l’Università di Valencia, a cui dobbiamo anche la scoperta alcuni anni fa della Tomba di Marco Venerio Secundio nella stessa area, è stato possibile lavorare a un progetto multidisciplinare che ha visto nelle varie fasi il coinvolgimento di diverse professionalità tra i quali archeologi, architetti, restauratori, antropologi”.