
Il decreto in Cdm
Sicurezza, la svolta: tolleranza zero su assalti alla polizia, case occupate e truffe agli anziani. Sinistra in piazza, scontri e feriti
Il “pacchetto sicurezza” è corposo e articolato: tolleranza zero e inasprimenti delle pene su molti fronti, dall’immigrazione clandestina agli assalti ai poliziotti, dall’occupazione delle case alle vandalizzazioni delle città da parte di terroristi di strada e centri sociali, l’inasprimento delle pene per le truffe agli anziani, fino a un “affiancamento” degli agenti delle forze dell’ordine per un’assistenza legale e finanziaria in caso di controversie giudiziarie. Una misura, approvata in Consiglio dei ministri all’unanimità, destinata a “fare male” a chi considera l’illegalità uno strumento per fare opposizione politica al governo che non gradisce e a chiunque creda che le leggi siano da piegare sempre e comunque alle esigenze di chi dovrebbe rispettarle. Non a caso, negli stessi minuti in cui a Palazzo Chigi veniva approvato il dl Sicurezza, a poche centinaia di metri, al Pantheon, dove era in corso un sit-in contro le norme, un gruppo di manifestanti si è mosso in direzione di palazzo Chigi, provando a forzare il blocco delle forze dell’ordine. Tensione e lanci di bottiglie, poi gli agenti hanno caricato i manifestanti, tra cui erano presenti esponenti di Pd, M5s, Avs, +Europa e Cgil. Due i feriti.
Meloni, avanti tutta sulla sicurezza
Ma il governo è andato avanti, senza remore. “L’iter di questo provvedimento è stato però piuttosto tortuoso ed è iniziato ormai quasi un anno e mezzo fa. La Camera ha modificato e deliberato infatti il testo in prima lettura il 18 settembre 2024, poi il ddl è passato al Senato ma non è ancora arrivato alla seconda lettura. Un esame che è stato sì tortuoso, ma che ha anche consentito di apportare al testo iniziale del Governo alcuni miglioramenti significativi, che hanno completato il provvedimento e lo hanno reso ancor più efficace”, ha detto la premier Giorgia Meloni nel corso della riunione del Cdm che ha approvato il nuovo dl sicurezza. Poi, sui social: “Più strumenti e tutele per le Forze dell’Ordine, tempi più rapidi per liberare gli immobili occupati illegalmente, maggior rigore contro chi delinque e molte altre misure a tutela della sicurezza dei cittadini. Avevamo promesso un’Italia più sicura e stiamo mantenendo quella promessa. Il Governo continuerà a lavorare con determinazione su questa strada”.
Pene più severe nelle nuove norme di Nordio
Tante le novità. “Per quanto riguarda la giustizia vi sono delle introduzioni di nuovi reati e inasprimenti di pena”, ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio nella conferenza stampa dopo il Cdm sul decreto sicurezza, spiegando che sono state recepite “varie osservazioni sia delle forze ordine che delle stesse opposizioni“. “Vi sono una serie di tutele penali alle forze dell’ordine quando vengono aggredite e soprattutto negli istituti penitenziari. La situazione delle nostre carceri è disomogenea”, ha precisato Nordio aggiungendo che “riteniamo intollerabile che una persona che già è in esecuzione di pena, ristretta in carcere per ragioni dovute a reati commessi, possa esercitare ulteriore violenza nei confronti di chi veste la divisa. E’ una tutela ulteriore che diamo alle forze dell’ordine, in questo caso alla polizia penitenziaria“. Ma sul fronte delle forze dell’ordine arriva anche una novità molto interessante. “Viene garantita l’assistenza legale, il pagamento delle spese legali per le forze dell’ordine entro certi limiti segmentati a seconda dei vari gradi di giudizio”, ha detto Nordio , aggiungendo che “si è parlato tanto di scudo penale: ma qui non c’è nulla di scudo penale per le forze dell’ordine, in futuro si potrà discuterne o no qui non c’è, ma c’è questa novità estremamente importante”. Norme più stringenti anche a tutela del proprietari: “Uno dei punti più importanti è quello della tutela del proprietario dell’abitazione che si vede indebitamente privato dell’abitazione medesima. Purtroppo è un fenomeno che sta prendendo sempre più piede quello per cui un tizio se ne va in vacanza o al supermercato, torna a casa, la trova occupata e non riesce a sloggiare (l’occupante ndr)”. Una norma anti-Salis, si potrebbe definire. Il ministro ha anche spiegato che quando il proprietario della casa ha come disponibilità quella unica abitazione “allora l’intervento è molto accelerato: può essere eseguito immediatamente dalle forze dell’ordine previo ordine orale o scritto del pubblico ministero”.
Piantedosi, la mafia, il terrorismo e le truffe agli anziani
”E’ un provvedimento di grande importanza con norme contro il terrorismo internazionale, di prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata” ma che contiene anche con ”un intervento che migliora le performance della Agenzia dei beni sequestrati e confiscati alla mafia”. ha detto invece il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in conferenza stampa. “Viene introdotta una misura specifica per l’induzione all’accattonaggio. Un fenomeno molto sensibile”. Novità anche sulle truffe agli anziani, “un fenomeno dolorosissimo che ha una diffusione esponenziale” e il dl Sicurezza, approvato in Cdm, interviene sul tema con una “nuova configurazione di reato e un aumento della pena”, ha spiegato Nordio. Tra le norme, anche quelle sui migranti. Il testo, composta da 39 articoli, introduce alcune modifiche significative, tra cui quelle relative alle Sim per i migranti. In particolare, l’articolo 32 modifica il Codice delle Comunicazioni Elettroniche (D.Lgs. 1° agosto 2003, n. 259), prevedendo che, per l’acquisto di una Sim, i cittadini di Stati extra Ue debbano fornire una copia del titolo di soggiorno, del passaporto o di un altro documento di riconoscimento valido.
”Nel provvedimento ci sono le bodycam per le forze di polizia molto attese e molto richieste dal personale” aggiunge il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. “Questa documenta la loro vocazione alla trasparenza in quelle che sono le situazioni più critiche dei loro interventi”. ”La tutela legale è un supporto economico che di fatto l’amministrazione fa nei confronti dei propri appartenenti nei casi” siano sottoposti “a procedimento penale, quindi, non significa immunità”.