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Dazi Tajani

Silenziate le opposizioni

Dazi, Tajani: “Il governo non è impreparato, lavora da mesi su varie direttrici. Non bisogna fare falli di reazione inutili”

La linea dell'esecutivo delinata dal ministro degli Esteri: "Con l’Europa, per concordare risposte che non inneschino ritorsioni a catena ma portino a una trattativa con gli Usa; con un piano d’azione per aprire nuovi mercati; con possibilità di specifici accordi bilaterali"

Politica - di Federica Argento - 4 Aprile 2025 alle 10:38

“Niente panico. I dazi sono stati un errore, ma gli italiani devono sapere che il governo lavora da tempo su questo tema, non siamo impreparati o colti di sorpresa. L’esecutivo si muove da mesi su varie direttrici”, spiega il ministro degli Esteri Antonio Tajani in una intervista al Corriere della Sera, elencando gli step: “Con l’Europa, per concordare risposte che non inneschino ritorsioni a catena ma portino a una trattativa con gli Usa; con un piano d’azione per aprire nuovi mercati; con possibilità di specifici accordi bilaterali”. L’esecutivo è tutt’altro che impreparato. Il ministro degli Esteri zittisce le opposizioni che continuano a strepitare, con zero proposte, come detto dal premier Meloni al Tg1.

Pragmatismo e capacità negoziale

Senza allarmisami eccessivi,  pragmatismo e capacità negoziale: la linea del governo. Tajani a Bruxelles ha incontrato il commissario Ue per il Commercio Maros Sefcovic. “Abbiamo concordato sulla necessità di mantenere nella sfida sui dazi la schiena dritta; e di seguire un approccio basato sul dialogo”, aveva detto giovedì il ministro. Oggi si gioca il secondo tempo. “Dobbiamo cercare una trattativa- dice al Corriere-. Oggi Sefcovic sentirà la delegazione Usa per portare le nostre proposte e risposte. Poi lunedì ci incontreremo come ministri del Commercio estero Ue e decideremo. Penso che venirsi incontro sia necessario per tutti. Il mio sogno è che si possa arrivare a un mercato atlantico a dazi zero, che sarebbe un vero slancio per tutte le economie occidentali”.  E cita come “obiettivo possibile a breve termine quello di dimezzare i dazi annunciati: dal 20% al 10%, come quelli che sono stati imposti alle merci della Gran Bretagna”.

“Non mettere dazi per evitare controdazi”

Come Europa “dobbiamo lavorare, oltre che sui dazi, per ridurre i nostri costi di produzione: a cominciare da quello per l’energia, andando totalmente verso un mercato unico. E farlo anche per i capitali, oltre che andare avanti sull’armonizzazione fiscale. Poi è essenziale sburocratizzare. Sono tutti costi che, una volta tagliati, aiuteranno a colmare le perdite che potrebbero arrivare dai dazi”. “A livello europeo abbiamo già indicato la lista dei beni Usa sui quali non mettere dazi per evitare controdazi: quindi secondo noi non vanno punite ad esempio le aziende Usa di motocicli, di superalcolici, di cosmetica, beauty, gioielleria. Perché noi esportiamo in questi settori più di quanto importiamo. Questo per quanto riguarda i dazi già attivati, su alluminio, auto. Poi ogni Paese seguirà una propria politica commerciale”.

“Il piano d’azione dell’Italia”

“L’Italia con il suo piano di azione” mira a espandere i mercati ad oggi poco esplorati. Abbiamo un inviato speciale per la “via del cotone”; io sarò la prossima settimana in India e Giappone per business forum; a Osaka per incontri politici e di business e per l’inaugurazione dell’Expo. E non ritengo folle l’idea di aprire nuove produzioni in Usa per avere reciprocità e migliori condizioni: il che naturalmente non significa chiudere qui o delocalizzare”. “Noi siamo l’Occidente, e ripeto- aggiunge Tajani-  è da qui che dobbiamo partire. È il nostro mondo. Piuttosto dobbiamo vigilare perché non si inneschi una spirale pericolosissima. Se come prevedibile salirà l’inflazione negli Usa, la Fed potrebbe alzare i tassi. Non deve farlo però la Bce, perché far salire il costo del denaro sarebbe molto grave, bloccherebbe l’economia”.

Aiuti per le aziende in crisi: il governo c’è

Se serviranno aiuti per aziende in crisi “lo faremo. Noi vogliamo che aumenti produttività, sviluppo, tecnologia, che si aprano imprese e non che si chiudano. Vogliamo una politica industriale per la crescita, questo è il nostro obiettivo”. “Non fare falli di reazione inutili ma nemmeno accettare tutto. Non sottovalutiamo le mosse di Trump e non subiremo senza pensare a possibili reazioni. Ma, appunto, bisogna evitare una guerra che faccia male a tutti. E su questo la maggioranza deve essere e sarà unita”.

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di Federica Argento - 4 Aprile 2025