
La novità
Trump vuole spedire gli immigrati irregolari in Libia. Il modello Italia-Albania fa breccia alla Casa Bianca
Il modello Italia-Albania, sul fronte dell’immigrazione irregolare, a quanto pare fa breccia in Europa ma anche negli Usa, almeno a giudicare dagli ultimi annunci che arrivano dalla Casa Bianca. Gli Stati Uniti hanno avviato contatti con la Libia e altri Paesi dell’Africa, dell’America Latina e dell’Europa orientale per individuare destinazioni alternative in cui trasferire immigrati espulsi dal territorio statunitense ma che non possono essere rimpatriati direttamente nei loro Paesi di origine. Lo riferisce il “Wall Street Journal“, citando fonti dell’amministrazione statunitense, secondo cui tra i Paesi contattati figurano anche Libia, Ruanda, Benin, Eswatini, Moldova, Mongolia e Kosovo. Gli Usa auspicano che questi Stati possano accettare il trasferimento in cambio di contropartite di tipo economico o politico, nell’ambito di uno degli obiettivi prioritari del presidente Trump: aumentare in maniera decisa il numero dei rimpatri. Nel caso specifico della Libia, la proposta statunitense solleva interrogativi rilevanti dal punto di vista dei diritti umani e della gestione dei flussi migratori.
Trump e la linea “europea” sugli immigrati
Secondo il “Wall Street Journal“, la proposta rappresenta un tentativo dell’amministrazione Usa di sbloccare le procedure di rimpatrio, che spesso si arenano a causa del rifiuto o della lentezza dei Paesi d’origine nell’accettare i propri cittadini. A guidare l’iniziativa è Stephen Miller, vicecapo dello staff della Casa Bianca e figura chiave della linea dura in materia di immigrazione. Miller sta cercando di replicare modelli già sperimentati da altri Paesi occidentali, come l’accordo tra Regno Unito e Ruanda del 2022 e quello tra Italia e Albania.
Questi modelli, in parte già tentati sotto la precedente amministrazione Trump, erano stati sospesi con l’emergenza Covid-19 ma oggi sono nuovamente al centro della strategia statunitense. Un portavoce del mimistero degli Esteri Usa ha confermato che «l’applicazione delle leggi sull’immigrazione è fondamentale per la sicurezza nazionale e pubblica degli Stati Uniti» e che la collaborazione tra il ministero degli Interni continua per implementare le politiche migratorie dell’amministrazione in carica. Tuttavia, né la Casa Bianca né gli Interni hanno commentato i dettagli relativi alla Libia o agli altri Paesi coinvolti.