"Modello egiziano"
«Ecco come sfondare i blocchi della polizia»: l’inquietante manuale della rivoluzione contro Meloni è ispirato alla “primavera araba”
Dalla primavera araba all’autunno italiano: un manuale della rivoluzione con istruzioni per organizzare i cortei, affrontare le forze dell’ordine e tentare di sfondare gli sbarramenti della polizia, sul modello delle proteste in Egitto. Il tutto nel quadro di una mobilitazione contro il governo di Giorgia Meloni.
Il documento, intitolato «Rivoluzione, istruzioni per l’uso», è composto da quattro pagine illustrate e dichiara di ispirarsi al manuale della rivoluzione egiziana del 2011, quella delle proteste di piazza Tahrir che portarono alla caduta di Hosni Mubarak.
Il manuale contro Meloni: «Espandere la mobilitazione alle masse»
Gli obiettivi sono indicati fin dalle prime righe. Il primo è «manifestare il nostro dissenso verso il Governo Meloni e le sue politiche». Seguono «Espandere il più possibile alle masse la nostra mobilitazione» e «Proteggere i nostri fratelli e sorelle rivoluzionari».
Il testo passa quindi alle indicazioni pratiche: organizzare i concentramenti lontano dalle forze di sicurezza, formare gruppi numerosi, raggiungere le strade principali e coinvolgere i passanti. Uno schema illustra i movimenti della folla tra strade ed edifici, con percorsi segnati da frecce rosse.
«Proviamo a sfondare i loro sbarramenti»: le istruzioni per i cortei
Il passaggio più allarmante si trova nella quarta pagina, dedicata alla «Tattica collettiva»: «Se le forze di sicurezza ci impediscono di proseguire il corteo, gridiamo i nostri slogan e proviamo a sfondare i loro sbarramenti».
Non è l’unico riferimento al confronto con la polizia. Il manuale suggerisce di mantenere compatto il corteo e indica nell’avvicinamento agli agenti una forma di pressione: «Più la folla si avvicina alle file delle forze di sicurezza, meno queste possono lanciare i lacrimogeni. E cresce la nostra pressione su di loro».
Indicazioni che vanno oltre l’organizzazione di una manifestazione di dissenso e contemplano il superamento forzato dei dispositivi di sicurezza.
Occhiali, maschere e guanti: l’equipaggiamento dei manifestanti
La seconda pagina è dedicata all’«Abbigliamento e attrezzatura essenziali». Le illustrazioni mostrano cappucci, guanti, scarpe sportive, occhiali protettivi e protezioni per il viso, con riferimenti all’eventuale impiego di lacrimogeni.
Nella terza pagina compaiono materiali di primo soccorso e sostanze presentate come rimedi contro gli agenti irritanti, senza indicazioni che ne dimostrino efficacia e sicurezza.
L’ultima pagina contiene ulteriori disposizioni sui rapporti con le forze dell’ordine, tra cui l’invito a non consentire agli agenti di infiltrarsi nella folla. Vengono assegnati ruoli ai partecipanti, descritti sistemi di comunicazione tra le file del corteo e individuati negli edifici possibili punti di osservazione.
La conclusione è un’esortazione: «Non essere passivo e inutile: anche tu sei parte della Rivoluzione».
Chi ha scritto e diffuso il manuale della rivoluzione?
È il punto ancora da chiarire. Nelle quattro pagine non compaiono firme, sigle o elementi che consentano di risalire agli autori. Non ci sono neppure riscontri sufficienti per attribuire il documento a un’organizzazione politica o a uno specifico movimento. Resta inoltre da verificare se e dove sia stato effettivamente distribuito.
Il contenuto, però, è esplicito: il governo Meloni è indicato come obiettivo della contestazione e lo sfondamento degli sbarramenti di polizia figura tra le tattiche suggerite ai manifestanti.
Chi ha preparato questo manuale e per quale mobilitazione? È la domanda alla quale occorre dare una risposta. Prima che parole e schemi destinati alla piazza possano trasformarsi in qualcosa di ben più pericoloso.