Napolitano torna a Roma lasciandosi alle spalle la Terra dei Fuochi
«Non sei il nostro presidente, ma il nostro carnefice». Poche, taglienti parole che racchiudono tutta la rabbia e la disperazione di chi sente lo Stato non solo assente e lontano ma, addirittura, nemico. E’ stata una processione gonfia di dolore e collera quella che si mossa domenica sera nell’oscurità ondeggiando verso villa Rosebery.
di Redazione - 6 Gennaio 2014