
Nel suo diario odio e minacce agli Usa: ecco chi è Rahami, l’attentatore di NY
Sperava che il rumore delle bombe «si sentisse nelle strade», per una lunghezza prevista di almeno un miglio. Preferiva morire come martire piuttosto che essere catturato. Professava ad ogni occasione il suo viscerale odio per l’America, “rea” – ai suoi occhi – di continuare «il massacro contro i mujaheddin, o guerrieri santi» e, soprattutto, pianificava e […]
di Ginevra Sorrentino - 21 Settembre 2016