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Raffaele Cantone archivio 2014

Corruzione, Cantone boccia le normative sugli appalti: «Occorrono strumenti più agili e maggiori controlli»

Corruzione, Cantone boccia le normative sugli appalti: «Occorrono strumenti più agili e maggiori controlli»

Appalti pubblici, concessioni, lotta alla corruzione, certificazioni antimafia. La diagnosi di Raffaele Cantone sui mali che attanagliano il sistema delle opere pubbliche è precisa e non  dà adito a riserve. Nel corso di un’audizione in commissione Ambiente della Camera, il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, ha descritto il quadro  delle storture legislative in cui si insinua […]

di Redazione - 18 Giugno 2014

La cupola sull’Expo. Campi: non ci sarà la valanga che nel ’92 spazzò via i partiti, ma la politica ha perso di nuovo

La cupola sull’Expo. Campi: non ci sarà la valanga che nel ’92 spazzò via i partiti, ma la politica ha perso di nuovo

Reduce dalla visita ai cantieri dell’Expo con il premier Matteo Renzi, Raffaele Cantone, presidente dell’anticorruzione e ora supercommissario chiamato dal governo per ripulire l’immagine dell’Expo sporcata dalle inchieste, snocciola la sua ricetta: rivedere la legge Severino per dare più poteri all’authority da lui presieduta. “Troppe chiacchiere”, è il commento del politologo Alessandro Campi, per il […]

di Valerio Goletti - 13 Maggio 2014

Renzi si affida a Cantone per salvare l’Expo. Il presidente dell’anticorruzione: «È un errore cancellarlo»

Renzi si affida a Cantone per salvare l’Expo. Il presidente dell’anticorruzione: «È un errore cancellarlo»

È una corsa contro il tempo per salvare l’Expo: mancano 353 giorni per finire le opere. L’ondata di indignazione per i nuovi episodi di corruzione all’Expo di Milano suscita la reazione della politica che corre ai ripari per arginare le conseguenze che potrebbero derivare da una nuova Tangentopoli. Per dare un segnale Matteo Renzi domani torna a […]

di Giovanna Taormina - 12 Maggio 2014

Napolitano torna a Roma lasciandosi alle spalle la Terra dei Fuochi

«Non sei il nostro presidente, ma il nostro carnefice». Poche, taglienti parole che racchiudono tutta la rabbia e la disperazione di chi sente lo Stato non solo assente e lontano ma, addirittura, nemico. E’ stata una processione gonfia di dolore e collera quella che si mossa domenica sera nell’oscurità ondeggiando verso villa Rosebery.

di Redazione - 6 Gennaio 2014